Kenya. Il dramma delle ragazze dai 10 ai 18 anni: rimanere incinta a causa degli abusi subiti: più di 151 mila solo nei primi 5 mesi del 2020

Le comunità di accoglienza Shelter Children’s Home e Vijiji Home of Light sostenute da Ai.Bi. accolgono, curano e proteggono le bambine in fuga da matrimoni precoci o che abbiano subito mutilazioni genitali.

In Kenya vi sono alcune piaghe, strettamente correlate tra di loro, di cui non si parla abbastanza e che vanno combattute e debellate. Stiamo parlando delle violenze sessuali perpetrate ai danni di bambine ed adolescenti, delle gravidanze tra le giovanissime e dell’aumento dei casi di HIV tra i minori, dovuto proprio ai rapporti sessuali.

Solo nel 2019 sono state ben 20.363 le bambine al di sotto dei 14 anni che sono state vittime di violenza sessuale e che hanno partorito in un pubblico ospedale. Il che può far presagire che i numeri reali possano essere ancora maggiori. I dati del Ministero della Salute del Kenya rivelano come vi siano tra queste bimbe di appena 10 anni.

A parlarne è il web magazine Star.


Per conoscere i dati completi del 2020 occorrerà ancora attendere, ma secondo i primi numeri divulgati sembrerebbe che solo tra gennaio e maggio 2020, almeno 151.000 ragazze, tra 10 ai 19 anni siano rimaste incinta dopo aver subito abusi.

Spetta a Nairobi, nel 2019 il triste primato di città con il più alto numero di ragazze tra i 10 ai 14 anni rimaste incinta, seguita da Kajiado.

Ad aspettare un bambino in giovanissima età sono in particolar modo le adolescenti tra i 15 e i 19 anni: “I dati dimostrano come siano state 378.665 le giovani tra i 15 e i 19 anni che si sono rivolte alle nostre strutture sanitarie perché incinta”, ha sottolineato Angeline Siparo, presidente del National Aids Control Council.

Ma non basta, perché in base a quanto dichiarato dalla Siparo, sono stati anche migliaia i bambini infettati dall’HIV, solo nel 2019 ben 6.247, tra i 10 e i 19 anni.  Ciò che è peggio, è che l’analisi dei dati suggerisce che la maggior parte di questi abbia contratto il virus attraverso rapporti sessuali.

E sono purtroppo in crescita anche le morti per complicazioni dovute all’HIV.

Nel 2019, i decessi tra i bambini e gli adolescenti hanno rappresentato rispettivamente il 21% (4.333) e l’11% (2.275) di tutte le morti legate all’Aids.

La legge sui reati sessuali in Kenya prevede che un adulto ritenuto colpevole di aver abusato di un bambino tra i 12 e i 15 anni, rischi il carcere per non meno di 20 anni, mentre chi abbia un rapporto con un minore tra i 16 e i 18 anni rischi un minimo di 15 anni.

Nonostante ciò, violenze, gravidanze di bambine ed adolescenti ed HIV tra i giovanissimi sono ancora all’ordine del giorno, drammi di cui i leader non parlano abbastanza sottolinea Angeline Siparo.

Ai.Bi. è presente in Kenya al fianco dei bambini più vulnerabili sin dal 2008

Tra le molteplici attività svolte nel territorio a favore dell’infanzia sola, abbandonata o in difficoltà familiare, Ai.Bi. non manca di rivolgere un particolare occhio di riguardo alle bambine.

Come ad esempio nel centro di accoglienza Utu Wema Community Resource Centre, dove promuove interventi orientati all’empowerment delle adolescenti e delle giovani donne, affinché siano consapevoli dei rischi di pratiche ancestrali ancora radicate nelle comunità Masai, come le mutilazioni genitali e i matrimoni precoci. O come nelle comunità di accoglienza per minori Shelter Children’s Home e Vijiji Home of Light dove accoglie, cura e protegge le bambine in fuga da matrimoni precoci o che abbiano subito mutilazioni genitali.

Tanto è stato fatto ma tanto c’è ancora da fare. Ai.Bi. è sempre in prima per aiutare le giovani più vulnerabili, ma per farlo al meglio ha bisogno anche del tuo aiuto.

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