La realtà dell’infanzia abbandonata in Marocco: l’Ambasciatore d’Italia in visita ai progetti di Ai.Bi.

Armando Barucco, Ambasciatore l’Italia in Marocco ha visitato il centro di accoglienza gestito dalla Fondazione Rita Zniber, con il quale Ai.Bi. – Amici dei bambini collabora da anni portando avanti progetti di cooperazione in favore dei bambini abbandonati

In seguito al primo incontro istituzionale con le ONG italiane in Marocco, avvenuto il 31 Maggio scorso, l’Ambasciatore d’Italia in Marocco, Armando Barucco, ha visitato martedì 29 Giugno 2021 la Fondazione Rita Zniber (FRZ) a Meknes, con cui Ai.Bi. collabora attraverso progetti di cooperazione allo sviluppo da più di dieci anni.

La visita dell’Ambasciatore d’Italia in Marocco alla Fondazione con cui collabora Ai.Bi.

L’incontro è stato l’occasione per Sua Eccellenza l’Ambasciatore e la sua delegazione per entrare in contatto con la realtà dei bambini abbandonati in Marocco, nello specifico attraverso una visita dell’ala dell’ospedale Mohammed V chiamata “Il Nido”, dove sono accolti i bambini abbandonati alla nascita fino all’età di 6 anni e i bambini con disabilità, che spesso rimangono nella struttura per un maggior arco di tempo. A partire dai 6 anni, l’età della scolarizzazione, i bambini vengono poi accolti in un’altra struttura che dista qualche chilometro dall’ospedale, chiamata “L’Annesso del Nido”, che dipende dalla Fondazione Rita Zniber e che ha aperto le porte nel 2007.


All’incontro, oltre a Sua Eccellenza l’Ambasciatore d’Italia in Marocco Armando Barucco, erano presenti il Console generale a Casablanca, Pier Luigi Gentile; il Primo Segretario Dott. Federico Mozzi, la Dott.ssa Daniela Cosentini e la Sig.ra Jamila El Bartal dell’ICE; la responsabile programmi in Marocco per l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, Gessica Ferrero; la rappresentante Paese di Ai.Bi. Marocco, Veronica Mosticone; la direttrice della Fondazione Rita Zniber, Sig.a Ouafae Amhaouche.

I progetti in favore dei bambini abbandonati


La Fondazione Rita Zniber accoglie circa 300 persone da 0 a 30 anni, di cui 38 con disabilità, tutti abbandonati alla nascita o nel corso dei primi mesi di vita. I bambini più piccoli sono presi in carico da famiglie attraverso la Kafala, mentre i più grandi restano nel centro a volte anche dopo i 18 anni. Il destino dei bambini con disabilità è ancora più difficile, visto che spesso trascorrono tutta la vita all’interno del centro.
Oggi, la Fondazione Rita Zniber e Ai.Bi. continuano a portare avanti progetti destinati ai bambini privi di protezione familiare accolti nel centro, attraverso la realizzazione di laboratori creativi e attività psicopedagogiche, ma anche con il sostegno scolastico e un accompagnamento psicologico per garantirgli ai ragazzi uno sviluppo sano all’interno del centro. Parallelamente, vengono svolte delle sessioni di formazione e rafforzamento delle capacità degli operatori del centro, affinché possano accompagnare al meglio i bambini e garantire il soddisfacimento dei bisogno e dei mezzi necessari a garantirgli un’autonomia in vista dell’uscita.

Tutto questo è possibile grazie a una collaborazione consolidata e che perdura nel tempo. Da pochi mesi, infatti, Ai.Bi. Marocco e la Fondazione Rita Zniber, assieme all’associazione Pionniers du Changement pour le Développement et la Culture, hanno stretto un nuovo partenariato nell’ambito del progetto “Ensemble Pour l’Enfance – Koulouna min ajl atoufoula”, grazie a un cofinanziamento dell’Unione Europea. Il progetto mira a migliorare  la protezione e l’assistenza dell’infanzia abbandonata e a rischio di abbandono in Marocco, in particolare nelle regioni Fez-Meknes e dell’Orientale.
Gli obiettivi della collaborazione sono migliorare la qualità dei servizi degli EPS e dei servizi pubblici sociali dedicati alla prevenzione dell’abbandono e la protezione dei bambini abbandonati; il rafforzamento delle capacità delle OSC; la promozione della coordinazione fra attori statali e non statali di protezione dell’infanzia e azioni di advocacy a livello nazionale e internazionale per una migliore protezione di questa categoria di bambini.

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