Le Adozioni Internazionali di competenza del Ministero degli Affari Esteri: sei d’accordo?

Sarà uno dei temi caldi dell’imminente riforma delle adozioni internazionali. Si fa sempre più strada infatti la proposta di trasferire la competenza delle adozioni internazionali sotto il Ministero degli Affari Esteri. È uno dei punti chiave su cui verte la riforma legislativa che si rende necessaria per rendere più efficienti le adozioni e aprirle a tutte le coppie. In Italia attualmente la Commissione per le adozioni internazionali è invece sotto la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

È di lunedì la notizia che l’on. Aldo Di Biagio, membro della III Commissione parlamentare sugli affari esteri, ha proposto di trasferire la competenza delle adozioni internazionali sotto il Ministero degli Affari Esteri. L’intento dell’onorevole è quello di razionalizzare le adozioni internazionali. La proposta è avvenuta durante un intervento che Di Biagio ha tenuto a Roma il 2 aprile e segue quella lanciata nel 2010 a Torino da Marco Griffini, presidente di Ai.Bi. Associazione Amici dei Bambini, in occasione del Convegno della Regione Piemonte Semi di Cooperazione; proposta che consisteva nel trasferire la Commissione sotto il Ministero degli Affari Esteri, creando un Dipartimento specifico dotato di fondi appositamente stanziati.

Inoltre il 6 marzo scorso il ricercatore Attilio Gugiatti del Centro di Ricerca Cergas, Università Bocconi, ha pubblicato un articolo sull’autorevole giornale LaVoce.info, dichiarando che «appare importante la necessità di concepire l’adozione internazionale come tassello di una politica estera complessiva orientata allo sviluppo di relazioni di cooperazione con vari Paesi».

In Francia, Paese europeo storicamente tra i massimi nell’accoglienza di minori stranieri, l’Autorità centrale per l’adozione internazionale è già un servizio del Ministero degli Affari Esteri ed Europei, denominato Service de l’Adoption Internationale, posto sotto la direzione di un ambasciatore anziché di un ministro, a coordinamento di servizi consolari che garantiscono punti d’appoggio direttamente nei Paesi d’origine. Tra l’altro, mettere l’Autorità centrale in mani diverse da quelle del Ministero degli Affari Esteri è uno dei tentativi che in Europa non hanno avuto successo: è il caso appunto della Francia che, con l’ultima riforma di legge (2009), ha poi ritrasferito le adozioni sotto il Ministero degli Esteri.

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