Marocco. 2250 minori abbandonati cercano una via dopo l’istituzionalizzazione. Sono l'”esercito” dei care leaver

“Partecipazione” è la parola chiave del progetto di Ai.Bi. per accompagnare questi ragazzi alla vita autonoma. #Continuiamodaibambini

Nel gennaio 2019 è diventato operativo l’accordo di partnership tra il Ministero della Solidarietà, Sviluppo Sociale, Uguaglianza e Famiglia in Marocco e l’Associazione Amici dei Bambini – Ai.Bi. Marocco, per il sostegno e la preparazione dei minori (16-18 anni) in uscita dal PSE (centri di accoglienza e protezione per minori). Sulla scorta dell’esperienza decennale maturata in diversi progetti e Paesi del mondo, Ai.Bi. è stata chiamata ad assistere il Ministero marocchino sul tema dell’accompagnamento degli adolescenti che stanno per uscire dal sistema di tutela (care leaver). Ai.Bi. sta accompagnando il Ministero marocchino nella realizzazione di un cambiamento di paradigma del proprio sistema di tutela dei ragazzi adolescenti in stato di abbandono, fornendo una conoscenza più approfondita sulla situazione attuale dei processi di inclusione sociale nel paese, e soprattutto rafforzando le capacità degli istituti di protezione dell’infanzia in termini di monitoraggio e sostegno ai minori istituzionalizzati e organizzando, tramite la formazione degli operatori ed i dirigenti, un servizio di intermediazione sociale uniforme sul territorio nazionale. Il progetto vedrà il coinvolgimento di 50 operatori e sarà destinato a 2.250 minori afferenti alle 25 strutture di accoglienza statali, localizzate nelle 5 provincie più popolose del Marocco.

Marocco e minori abbandonati: obiettivo un protocollo nazionale d’intervento

“Partecipazione” è una delle parole d’ordine del progetto. Con l’obiettivo finale di costruire e rendere operativo ed efficace un Protocollo Nazionale di intervento per migliorare l’integrazione sociale e lavorativa dei minori in uscita dalla tutela statale, la collaborazione ed il coinvolgimento di tutte le parti competenti e attive è stata assicurata.

Ad ottobre scorso è stato elaborato il Protocollo che descrivesse finalità, ruoli e procedure per un servizio di intermediazione sociale che potesse supportare i care leavers nella elaborazione di un proprio percorso di vita “dopo l’istituto”. Nei mesi successivo è stato condiviso con tutte le parti interessate cercando di raccogliere elementi di fattibilità, dubbi e ulteriori contributi, anche inerenti i casi specifici di ogni territorio.


Sempre grazie al coinvolgimento di operatori e servizi locali, nel maggio di quest’anno, pur in periodo di emergenza pandemica, Ai.Bi. ha potuto consegnare al Ministero un rapporto qualitativo e quantitativo sullo stato dei bisogni e dei servizi nei territori individuati che è necessario realizzare o rafforzare per supportare l’integrazione sociale dei minori ovvero servizi di alloggio e assistenza legale e amministrativa; servizi sanitari; servizi di istruzione e formazione professionale e servizi di integrazione professionale.

Il prossimo passo previsto per settembre vedrà la formazione a distanza dei 50 operatori delle 25 strutture durante la quale potranno acquisire conoscenza e consapevolezza sulla metodologia dell’intermediario sociale, assieme al proprio ruolo e alle proprie responsabilità perché una integrazione sociale e lavorativa per questi adolescenti possa essere perseguita in modo efficace e duraturo.

Il progetto si concluderà nel corso del 2021 con l’applicazione della procedura di supporto e il monitoraggio sui ragazzi e sugli operatori che ne sono stati beneficiari e protagonisti.

Ma anche tu puoi sostenere i progetti di A.Bi. – Amici dei Bambini in Marocco a favore dei giovani care leaver. Anche tu puoi donare loro una speranza di una vita migliore. Come? Con una donazione alla campagna #Continuiamodaibambini. Non lasciarli soli.