Marocco. Il sistema di protezione dell’infanzia: la “Kafala” e il progetto “Mowakaba” per i careleaver

Il Ministero della solidarietà, dello sviluppo sociale, dell’uguaglianza e della famiglia ha lanciato il programma Kafala di aiuto per i bambini privi di sostegno familiare. Che si aggiunge a quello per la formazione dei Careleavers portato avanti con Ai.Bi.

Con il lancio dell’attuazione del programma nazionale “Kafala”, l’aiuto ai bambini privi di sostegno familiare fa un passo importante. Il forte coinvolgimento delle associazioni è fondamentale per l’implementazione di questa strategia, come ha suggerito la Ministra della solidarietà, dello sviluppo sociale, dell’uguaglianza e della famiglia, Jamila Moussali, al lancio del programma.
Il ministero ha finalizzato questo piano d’azione “secondo un approccio partecipativo” – ha detto la ministra – sottolineando che anche se sono stati ottenuti diversi risultati, rimangono una serie di sfide. Il ministro ha insistito soprattutto sulle misure pratiche a beneficio dei bambini senza alcun sostegno familiare: “Cosa che apre prospettive promettenti per il programma basato su una visione chiara e obiettivi precisi”, ha spiegato Moussali ai rappresentanti delle associazioni che saranno coinvolti nella realizzazione di questo programma. Ai.Bi., da sempre storicamente interessata all’argomento della Kafala, è sicuramente interessata al progetto, sia come singola, sia come Segretario della Piattaforma CDE.

Le principali misure previste

Il programma “Kafala” propone 68 misure per raggiungere una serie di obiettivi legati alla prevenzione dell’abbandono dei bambini e per assicurare la necessaria protezione ai minori senza famiglia. In cima alla lista c’è l’accelerazione delle procedure e il rafforzamento del monitoraggio al fine di aumentare il numero di famiglie marocchine che si prendano cura dei bambini privati di una famiglia e di rendere disponibili i dati sulla situazione dei bambini interessati, secondo il documento che fa il bilancio delle realizzazioni nel campo dell’infanzia, nel periodo dal 25 maggio 2020 al 25 maggio 2021.

In totale sono sette i “pilastri” che sorreggono l’operatività delle associazioni all’interno del progetto. Tra questi: “Rafforzare il quadro giuridico della Kafala e migliorare la sua efficacia; rafforzare la protezione dei bambini privati del sostegno familiare e rafforzare la prevenzione dell’abbandono dei bambini”.
Le azioni urgenti includono anche il sostegno e l’incoraggiamento delle famiglie ad adottare la kafalah, il miglioramento della qualità dell’assistenza ai bambini nelle istituzioni di assistenza sociale, il miglioramento dei meccanismi di governance e il monitoraggio dell’attuazione dei programmi. Da notare che, parallelamente al programma “Kafala”, sarà lanciato anche un secondo programma, chiamato “Mowakaba“, che si rivolgerà ai cosiddetti Careleavers, ovvero quei giovani che dovranno lasciare le istituzioni di assistenza sociale dopo aver raggiunto i 18 anni.


Il progetto per i Careleavers

Il ministero ha lanciato un progetto per sostenere i giovani interessati in 25 istituti di assistenza sociale. L’obiettivo è quello di sostenere questi giovani nella loro integrazione nel mercato del lavoro, nell’alloggio e nell’assicurazione sociale. Il ministero ha sottolineato come sia già stata lanciata la prima fase di un programma di formazione per i lavoratori nel campo del sostegno sociale: di fatto, è il programma per i Careleavers che sta conducendo Ai.Bi. Marocco per la formazione dell’intermediario sociale. Al momento sono state le formazioni on-line dei 50 operatori dei 25 istituti che dovranno diventare intermediari sociali nelle rispettive strutture.

Chiunque può contribuire a questo, come a tutti gli altri progetti portati avanti da Ai.Bi. nei vari Paesi del mondo in cui è attiva. Con soli 25 euro al mese, si può dare il proprio sostegno ai bambini abbandonati e una speranza di futuro alle famiglie e i giovani.

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