Bambini in alto mare
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Mediterraneo, 8.300 sbarchi solo negli ultimi giorni: oltre 35mila da inizio anno, +63,5% rispetto al 2016

migranti-naufragio-barcone-in-libia-la-sequenza-675Martedì 18 aprile è stato l’anniversario più triste per il Mediterraneo: il secondo dalla tragedia che vide morire oltre 700 migranti che tentavano di raggiungere la Sicilia, fuggendo dalla fame, dalla guerra e dalla miseria. Da quel 18 aprile del 2015, il flusso di disperati in cerca di migliori condizioni di vita in Europa non è diminuito e, purtroppo, non si è arrestato neppure il conto delle vittime delle traversate. Lo dimostrano i dati dei primi 3 mesi e mezzo del 2017 e, in particolare, quelli dei giorni a cavallo di Pasqua.

Solo nell’ultimo fine settimana, caratterizzato da condizioni meteo favorevoli, si è registrato un vero e proprio boom di partenze dalla Libia. In 3 giorni le navi della Marina Militare, della Guardia Costiera e delle organizzazioni non governative hanno tratto in salvo circa 8.300 persone. Solo nel porto di Vibo Marina, in Calabria, ne sono giunte 1.800, tra cui diverse donne incinte. Nulla si è potuto fare, però, per un ragazzo di 16 anni trovato cadavere a bordo del barcone su cui viaggiava dalle coste libiche, morto probabilmente a causa degli stenti patiti durante la traversata. Il giovane, purtroppo, non è stato l’unica vittima degli ultimi viaggi della speranza. Nei giorni di Pasqua sono stati 13, infatti, i cadaveri recuperati, tra i quali anche quello di un bambino di 8 anni. Ma il tragico bilancio delle recenti traversate potrebbe essere molto più pesante: resta infatti il giallo di alcuni naufragi al largo della Libia che riguarderebbero almeno 100 persone di cui non si hanno più notizie.

Con quelli degli ultimi giorni, gli arrivi di migranti dall’inizio dell’anno salgono a quota 35.655, in netto aumento rispetto al 2016, quando nei primi 3 mesi e mezzo sbarcarono 21.800 persone. Tra i migranti giunti dal 1° gennaio al 12 aprile 2017, secondo i dati del ministero dell’Interno, le nazionalità più rappresentate sono quelle di Bangladesh e Nigeria (13% a testa), seguite da Guinea (12%), Costa d’Avorio, Gambia e Marocco. I porti maggiormente interessati dagli sbarchi sono quelli siciliani di Augusta, Catania, Trapani e Pozzallo. Da qui i migranti vengono poi distribuiti nei vari centri di accoglienza, ma il sistema ricettivo italiano continua a mostrarsi troppo carente per rispondere alle sempre maggiori richieste: con 175.450 persone ospitate, è già tutto esaurito, e il piano concordato con l’Anci (Associazione nazionale Comuni italiani) per una distribuzione diffusa tra tutti i Comuni stenta a ingranare. A questo contribuisce anche l’aumento nelle domande di asilo: più di 24mila quelle presentate nei primi 2 mesi dell’anno, il 59% in più rispetto al primo bimestre del 2016.

E mentre il 2017 sembra avviarsi a frantumare il record dell’anno precedente in fatto di sbarchi di migranti – furono 181mila quelli arrivati nel corso dell’anno scorso – aumenta anche il numero delle morti in mare. Dall’inizio del 2017 sono già oltre 500.

Di fronte a questa continua emergenza, Amici dei Bambini porta avanti la sua campagna Bambini in Alto Mare a sostegno dei migranti più fragili: minori stranieri non accompagnati, mamme sole con bambini, famiglie con figli piccoli, a cui Ai.Bi. cerca di garantire ogni giorno l’unica giusta accoglienza possibile per queste categorie più deboli, quella famigliare.

 

Fonti: Avvenire, Ansa, Globalist

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