Minori stranieri non accompagnati. 18 mila scomparsi in tre anni in Europa: in maggioranza sono marocchini

Secondo un’indagine di Lost in Europe, tra il 2018 e il 2020 ogni giorno sono scomparsi 17 bambini. Quasi un terzo di loro (5775) e scomparso in Italia e ben 8 mila provenivano dal Marocco

Oltre 18.000 minori scomparsi in poco meno di tre anni, ovvero 17 bambini ogni giorno. Sono questi i numeri spaventosi rivelati da un sondaggio realizzato dal collettivo di giornalisti Lost in Eruope, che ha altresì sottolineato come i dati raccolti siano spesso “incoerenti e incompleti” e, probabilmente, sottostimati.

La maggioranza dei 18 mila minori scomparsi arrivava dal Marocco

Sempre secondo l’indagine, l’Italia è il Paese nel quale è stato registrato il maggior numero di sparizioni (5.775 minori non accompagnati scomparsi), seguita da Belgio (2 642), Grecia (2 118) e Spagna (1 889).
Per quanto riguarda il Paese di provenienza, invece, la maggior parte dei minori scomparsi proviene dal Marocco, con quasi 8.000 giovani di questa nazionalità spariti negli ultimi tre anni. A seguire, Algeria (1.460 scomparsi), Eritrea (1.171), Guinea (1.116), Afghanistan (952) e Tunisia (822).

Secondo Federica Toscano, uno dei responsabili dell’associazione Missing Children Europe: “L’alto numero di bambini scomparsi è un sintomo di un sistema di protezione dell’infanzia che non funziona“. È anche dovuto alla mancanza di collaborazione tra i Paesi in questo settore: “Troppo spesso, un paese presume che il bambino migrante sia al sicuro in un altro Paese, anche se la cooperazione transfrontaliera in questi casi è praticamente inesistente”. A questo si aggiunge il lavoro delle organizzazioni criminali, che sempre più spesso prendono di mira i migranti minorenni che, di conseguenza, diventano vittime del lavoro forzato e dello sfruttamento sessuale.


L’importanza della cooperazione sul posto per prevenire il fenomeno dei minori scomparsi

I risultati dell’indagine rendono evidente quanto sia fondamentale implementare i progetti di cooperazione in loco, specialmente per i #careleaver: attraverso interventi studiati e coordinati con le realtà locale, infatti, si può riuscire a prevenire il fenomeno della migrazione, dando la speranza di un futuro e di un lavoro a chi troppo spesso questa speranza non la vede se non, forse, al di là del mare.

In Marocco, per esempio, Paese che, come ha dimostrato il rapporto di Lost in Europe, è quello che registra il maggior numero di minori scomparsi, Ai.Bi. è presente dal 1992, portando avanti progetti di cooperazione allo sviluppo e, dal 2006, anche con interventi di Adozione e Sostegno a Distanza per accompagnare minori e adolescenti nel loro percorso di acquisizione dell’autonomia, frequentando stage e corsi di formazione professionale, intraprendendo attività lavorative o continuando gli studi.

Chiunque può contribuire a portare avanti questi progetti attraverso il Sostegno a Distanza. Bastano 25 euro al mese: per te, meno di un caffè al giorno; per loro, la speranza di un futuro possibile.

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