Natale. Gli auguri ‘speciali’ della Commissione Adozioni Internazionali: “Non dimentichiamo mai che il vero potere è il servizio”. Citato il messaggio di Papa Francesco sulla custodia dei bambini

Il nuovo corso della CAI sottolineato magistralmente, e non a caso, anche nel particolare messaggio augurale che campeggia sull’homepage del sito web dell’istituzione.

Scritto in italiano e in inglese, contribuisce a rilanciare il ruolo di custodi e accompagnatori dell’infanzia abbandonata degli enti autorizzati e di tutti i nuclei familiari che hanno adottato

Sono auguri di Natale davvero ‘speciali’ quelli che la Commissione per le Adozioni Internazionali ha voluto lanciare, scrivendoli peraltro in bella vista, in alto nell’homepage del proprio sito web in occasione delle festività natalizie.

Un messaggio che non può non evidenziare, ad occhi attenti ed esperti, che conoscono le vicende tristi e in parte ancora oscure che hanno caratterizzato gli ultimi 5 anni di gestione CAI, la volontà anche linguistica d’inaugurare un nuovo corso nel rapporto con le famiglie, gli enti autorizzati, i Paesi in cui l’adozione è oggi realtà e anche con quelli che hanno chiuso le porte e, più in generale, con l’intero universo dell’adozione internazionale.

Emblematico, a tale avviso, è innanzitutto l’autore dal quale viene tratta la frase del messaggio augurale: quel Papa Francesco che, fin dal proprio esordio sul Soglio petrino, ha sempre sottolineato e ricordato a chiare lettere quanto sia nobile, delicato e importante l’impegno che dev’essere profuso a favore dei bambini del mondo.

Non meno significativo è l’incipit del messaggio augurale: “Non dimentichiamo mai che il vero potere è il servizio. Un’indicazione di percorso, un piano d’azione generale che sembra andare in direzione decisamente opposta rispetto ai silenzi e all’amministrazione ‘autocratica’ della precedente gestione.

Altrettanto bella e profonda è la parte restante dell’augurio di Buon Natale e Felice Anno Nuovo, mutuato sempre dalle parole dell’attuale romano Pontefice: “Bisogna custodire la gente, aver cura di ogni persona, con amore, specialmente dei bambini, coloro che sono più fragili e che spesso sono nella periferia del nostro cuore“. Quella ‘periferia’ a cui, anche culturalmente, è giunta oggi l’adozione internazionale nel nostro Paese. Ma che ora, si spera, potrà essere pian piano recuperata nel tempo e restituita all’attenzione dell’opinione pubblica e delle persone che hanno a cuore il presente e il futuro dell’infanzia abbandonata, per restituire a ognuno di questi piccoli il diritto di essere chiamati figli.

Un invito (in italiano e in inglese, affinchè anche i Paesi con i quali sono aperti i canali dell’adozione o che stanno valutando se riaprire le porte all’Itala possano comprendere che qualcosa di nuovo è in atto e così trovare un rinnovato slancio di fiducia nel nostro Paese) ad avere sempre più coraggio, quello che occorre per poter ridare l’abbraccio di un papà e di una mamma a tanti, troppi, bambini che vivono nelle ‘periferie’ del mondo e stanno aspettando solo quello.

Un augurio che, ci sentiamo di dire, è anche l’augurio di Ai.Bi. Associazione Amici dei Bambini al presente, ma soprattutto al futuro, dell’adozione internazionale.