Non solo Congo: anche noi abbiamo lasciato la nostra bimba in Algeria

Non ci sono solo i bambini del Congo, ma anche tanti altri figli di cui non si parla mai abbastanza che attenderanno chissà quanto prima di poter vivere in Italia. Siamo una coppia italo-algerina e abbiamo avuto una bimba in affidamento con la kafala. Stiamo avendo tantissimi problemi per portare la nostra piccola in Italia: sono già 10 mesi che proviamo ad avere il visto, ma ci rispondono sempre no. Io non capisco perché l’Italia che già è firmataria della Convenzione dell’Aja non si sbrighi a ratificare. Siamo sposati da 11 anni e lo stato algerino permette anche il cambio di cognome, infatti la nostra bimba porta il cognome di mio marito. Spero vivamente che l’Italia si sbrighi perché come noi ci sono tante altre coppie che nel 2013 aspettano ancora una decisione.

 

giudice

Cara Maria Rosaria,

come forse sa, il manifesto ‘Più famiglie, più figli’ elaborato da Ai.Bi. e sottoscritto da 14mila famiglie punta a sanare i limiti della legge 184 del 1983, tra cui anche la mancata disciplina dell’istituto della Kafala. I contenuti del manifesto sono stati ripresi da due proposte di riforma della legge depositate in Parlamento, che attendono di essere discusse.


Purtroppo al momento, in attesa che l’Italia ratifichi la Convenzione de l’Aja del 1996 sulla protezione dei minori (che al suo interno prevede espressamente la kafala), l’unica via per l’ingresso dei minori in kafala è quella del visto per ricongiungimento familiare. Anche su questo fronte però la legge non è chiara e infatti siamo in attesa che la Corte di Cassazione a Sezioni Unite si pronunci per chiarire una volta per tutte quando è ammesso il rilascio del visto. La poca chiarezza sta nel fatto che la stessa Cassazione ha finora dichiarato che solo le persone straniere regolarmente residenti in Italia possono ottenere il visto per un minore in kafala e che invece, nei casi in cui i richiedenti siano italiani non sarebbe possibile. Le Sezioni Unite della Corte Suprema diranno se alla luce del diritto europeo questa “discriminazione” fra stranieri e italiani è legittima. Nel frattempo in fatto di rilascio dei visti le autorità amministrative hanno prassi  che non sempre rispettano le posizioni dei giudici. Quel che è certo è che in presenza di legami già instaurati si deve tenere conto dell’interesse del minore al ricongiungimento. Inoltre bisogna che l’Italia si doti presto di leggi che consentano l’accoglienza dei minori abbandonati dei paesi in cui non esiste l’adozione, anche con procedure trasparenti che garantiscano la tutela dei minori con l’accordo fra i due Paesi di origine e di accoglienza.

In bocca al lupo per la vostra battaglia!

Ufficio Diritti dei Minori di Ai.Bi.