Per i due marò anche il Presidente della Repubblica…ma per le 30 coppie del Kirghizistan?

Vinicio scrive:

Sono i governi i veri responsabili di tutto. E’ una vergogna inaudita, il nostro governo, che si è adoperato per i due marò detenuti in India perchè accusati di omicidio dei due pescatori e che molto probabilmente sono anche colpevoli versando anche centinaia di migliaia di euro, non sta facendo nulla per quelle 30 coppie, che oltre ad essere truffate, sono state colpite nei loro cuori e psicologicamente nelle loro menti.

 

trib_Caro Vinicio

purtroppo la storia dei 30 iter adottivi finiti nel nulla in Kirghizistan per altrettante coppie italiane ha messo in luce quello che Ai.Bi. ha cercato di fare capire da molto tempo. Era infatti prevedibile che prima o poi succedesse qualcosa, visto che il nostro sistema delle adozioni internazionali, proposto come esemplare dalle nostre autorità, ha invece bisogno di urgenti riforme.


I requisiti che la legge prevede attualmente per gli enti autorizzati non forniscono sufficiente garanzia di trasparenza. Nelle proposte che Ai.Bi. ha presentato al Parlamento negli scorsi mesi, prima che le Camere si sciogliessero, era chiaramente espresso il bisogno di introdurre degli standard più elevati per gli Enti, incluso l’obbligo di agire all’estero tramite collaboratori e dipendenti stabili e non semplici mediatori. E’ inoltre necessario un effettivo controllo degli Enti da parte della Commissione per le Adozioni internazionali, che oggi non riesce naturalmente a verificare il funzionamento concreto di ognuno di essi anche per l’elevato numero che hanno raggiunto.

D’altra parte c’è il problema che Lei ha correttamente evidenziato, e cioè un sistema che non rende il Ministero degli Affari Esteri direttamente competente nella materia delle adozioni. Sicché non esiste per le coppie italiane che adottano all’estero, da parte del nostro Governo, la stessa cura che viene prestata per gli “affari” in altre materie. Eppure le adozioni coinvolgono direttamente rapporti internazionali e se esistesse una forte presenza diplomatica con specifiche competenze nei Paesi in cui l’Italia adotta, sarebbe decisamente maggiore l’efficacia del Governo non solo per rimediare ai casi tristi come questo, ma soprattutto per prevenirli.

Oggi le coppie e gli Enti sono lasciati soli e finché non verrà riformato il sistema non possiamo essere sicuri che episodi come questo non si ripetano, a meno di rivolgersi ad Enti che forniscano adeguate garanzie di conoscenza e controllo delle procedure all’estero.