Quando la violenza mette a rischio figli e madri la risposta si chiama Family House. L’esempio di Ai.Bi.

In caso di ambiente familiare non adeguato al sereno sviluppo di un bambino, può capitare che i servizi sociali e il Tribunale per i Minorenni deliberi addirittura per la sottrazione del figlio a una madre: una situazione-limite che la legge stessa configura come estrema

Se però entrambi, madre e figlio (o figli) sono vittime inermi di una situazione di violenza e prostrazione in casa, i servizi stessi possono optare per una soluzione che non tronca questo legame affettivo: l’accoglienza, il sostegno e la cura per ripartire possono essere assicurate attraverso una Family House come quella che Amici dei Bambini ha creato

figli a rischio, la soluzione per lasciarli con la mamma si chiama Family HouseLa separazione forzata e imposta dei figli dalle madri è da sempre uno degli atti più crudeli e atroci: dai tempi della ‘via crucis’ e della crocifissione avvenute nel Venerdì Santo, con Gesù strappato a forza dalla Madre che tenta di seguirlo lungo il percorso verso il Calvario, si è giunti oggi alle decisioni di servizi sociali e giudici del Tribunale per i minorenni, che tuttavia intervengono solo nel caso in cui l’ambiente familiare non sia adeguato o ci sia un concreto rischio che l’educazione del minore sia compromessa dallo stile di vita dei genitori o che sia lui stesso a rischio di subire violenza, fisica e psicologica.

Ma quando si può togliere un figlio alla propria mamma? La legge parte da un diritto indiscutibile del minore: quello di crescere ed essere educato nella propria famiglia. Come spiega bene un articolo sul sito web Laleggepertutti.it, a questo proposito il testo di legge sprona le istituzioni a sostenere le famiglie in difficoltà, perché – si legge – “le condizioni di indigenza dei genitori o di chi esercita la patria potestà non possono essere di ostacolo all’esercizio del diritto del minore alla propria famiglia“. Vuol dire che la povertà non basta per allontanare un bambino dai propri genitori.

Si può togliere un figlio alla madre solo quando c’è una situazione di degrado che può sfociare nella violenza fisica o psichica, nella malnutrizione o quando il bambino rischia di rimanere vittima di un reato o di essere costretto a vivere con genitori tossicodipendenti, alcolisti o coinvolti direttamente o indirettamente nel mondo della prostituzione. A questo punto, dice ancora la legge, il minore “temporaneamente privo di un ambiente familiare idoneo, nonostante gli interventi di sostegno e aiuto disposti, è affidato ad una famiglia, preferibilmente con figli minori, o ad una persona singola, in grado di assicurargli il mantenimento, l’educazione, l’istruzione e le relazioni affettive di cui egli ha bisogno“. Se non fosse possibile affidarlo a una famiglia, il minore dovrebbe essere accolto in una comunità familiare o in un istituto pubblico o privato, possibilmente vicino al suo nucleo familiare.

Nel caso in cui i genitori si oppongano al provvedimento di affidamento temporaneo, verrà chiamato ad intervenire il Tribunale per i minorenni, il quale applicherà il Codice civile. In particolare, il giudice può stabilire la decadenza dalla responsabilità genitoriale quando il padre o la madre (o entrambi) non rispettino o trascurino i loro doveri o abusino dei relativi poteri con grave pregiudizio del figlio, oppure ordinare, per gravi motivi, di togliere il figlio alla madre, ovvero di allontanare il minore dal genitore o convivente che lo maltratta o che abusa di lui.

Ma un’alternativa, quando la mamma è vittima di violenze o mostra incapacità di svolgere il proprio ruolo, c’è: è la ragione per cui Ai.Bi. Associazione Amici dei Bambini ha scelto di dare vita alla propria Family House: un luogo di accoglienza in cui madre e figlio possono vivere insieme e iniziare un percorso di recupero, potendo contare sul supporto medico e psicologico e seguire dei corsi di formazione professionale, per avere una chance nel mondo del lavoro o uscire da un tunnel di dipendenze che possono portare all’allontanamento del bambino.

Per far sì che la Family House di Ai.Bi. continui e accresca le possibilità di accoglienza di madri in difficoltà con i loro bambini è possibile sostenerla, con una donazione: un gesto nobile e concreto che può davvero fare la differenza tra la vita e la morte di una mamma e dei suoi figli.

Fonte: Laleggepertutti.it