Regione Lombardia: a che serve nominare il Garante dell’Infanzia?

Il Coordinamento Per I Diritti Dell’Infanzia e dell’Adolescenza in Italia e nel mondo (PIDIDA) apprende con viva preoccupazione l’intenzione da parte della Giunta regionale della Lombardia di cancellare la figura del Garante dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza.

Prevista dalla Legge Regionale n. 6 del 2009 che istituisce in Lombardia la figura del Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza, la nomina del Garante regionale è obbligatoria. Soltanto Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Marche, Molise, Puglia, Calabria e la provincia di Bolzano hanno effettivamente nominato un Garante regionale o un Pubblico Tutore dei diritti dell’Infanzia.

Al fine di assicurare e dare priorità alla piena attuazione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, il Garante deve svolgere la propria attività in piena autonomia. Per questo, anche al fine di evitare possibili conflitti di interesse, si afferma la necessità di istituire una figura indipendente ed esclusivamente dedicata a cui affidare la promozione, la tutela dei diritti e il coordinamento e la valorizzazione degli organi e degli enti che si occupano di infanzia.


Per questi motivi il PIDIDA denuncia non soltanto la proposta di abolizione della norma, ma anche la mancata approvazione del regolamento attuativo che avrebbe dovuto portare alla nomina del Garante stesso, in ottemperanza alla legge Regionale 6/2009 e al Commento Generale n. 2 del Comitato ONU per i Diritti dell’Infanzia che presuppone l’istituzione del Garante Nazionale e dei Garanti Regionali.

Aderiscono all’appello le associazioni del PIDIDA Lombardia: ABCittà, Ai.Bi. Associazione Amici dei Bambini, L’Albero della Vita, Ambiente Acqua Onlus, ANFAA, Arciragazzi, Associazione Valeria Onlus, Celim Milano, CIAI, CNCA Lombardia – Coordinamento Nazionale delle Comunità d’Accoglienza, Fratelli dell’Uomo, Legambiente, Save the Children Italia, SOS Villaggi dei Bambini, UNICEF.