Ritorno a scuola: meno 13 giorni. Ecco le regole

Dalle mascherine alle mense; dal Green Pass ai tamponi; dalle immissioni in ruolo alle regole della quarantena… Ecco tutte le regole che caratterizzeranno il ritorno a scuola e la vita delle famiglie di studenti, professori e personale scolastico

Ogni giorno che passa… ne manca uno di meno all’inizio della scuola. E, ormai, ne mancano davvero pochi. I nodi da sciogliere, però, sono ancora molti: da un lato i congeniti problemi che a ogni settembre sembrano ripresentarsi da anni, tra organici incompleti, classi numerose, supplenze, ecc.; dall’altro tutte le incertezze legate alla situazione della pandemia.
Cerchiamo di vedere, con ordine, le regole finora stabilite per il ritorno a scuola.

Ritorno a scuola in presenza, ma con distanziamento e mascherina

La certezza è che il rientro a scuola sarà in presenza. Per tutti. La DAD è prevista, nel corso dell’anno, solo in zona rossa o arancione e in presenza di “circostanze di eccezionale e straordinaria necessità”. Rimane la raccomandazione di mantenere il metro di distanza, anche se è possibile derogare in caso di impossibilità logistica. Obbligatoria anche la mascherina per tutti gli studenti sopra i 6 anni. Lo Stato continuerà a fornirle, anche se non è specificato se saranno sempre il modello “mutanda” odiato dai ragazzi e il più delle volte rimasto inutilizzato, portando le famiglia a provvedere con mezzi propri a comprare modelli diversi di mascherine chirurgiche più comode e funzionali.
Parlando di distanze da rispettare, il pensiero va immediatamente alle cosiddette “classi pollaio” che ancora sono presenti in molte scuole. Il Ministero, per ovviare a questo annoso problema, ha cercato di distribuire le nuove risorse di organico tenendo conto del problema, stanziando anche 22 milioni ulteriori per docenti di potenziamento laddove ce ne sia più bisogno. Il vero cambiamento, però, dovrà procedere di pare passo con progetti legati all’edilizia scolastica, per la quale sono state stanziate altre risorse ma che, va da sé, procede con tempi inevitabilmente più lunghi.

Ingressi, uscite e vita scolastica

Per evitare assembramenti, le scuole sono tenute a indicare percorsi e regole per l’ingresso e l’uscita degli studenti. Possono essere previsti orari scaglionati e rimane l’obbligo di rimanere a casa per chiunque abbia una temperatura maggiore di 37,5° o altri sintomi influenzali.
Per il personale, invece, come più volte ribadito, al momento è previsto che dall’1 settembre scatti l’obbligo di avere il Green Pass per poter accedere agli edifici scolastici. Chi non ne è in possesso, a partire dal quinto giorni di assenza sarà considerato assente ingiustificato e, dunque, sospeso senza stipendio. Come noto, il Green Pass si può ottenere anche effettuando un tampone: lo Stato garantisce di effettuarlo gratuitamente solo ai soggetti fragili che non possono vaccinarsi, tutti gli altri devono provvedere a proprie spese. Ricordiamo che, secondo gli ultimi dati, ancora il 13% del personale scolastico risulta non vaccinato, con alcune regioni che innalzano questa percentuale fino a oltre il 30%.


Edifici scolastici, mense e trasporti

Naturalmente tutti i giorni gli ambienti devono essere puliti e igienizzati, tenendo un registro apposito. È consentito l’uso delle mense scolastiche, mantenendo il distanziamento e, se è il caso, prevedendo diverse fasce orarie per i pasti. Il personale di servizio deve indossare la mascherina.
Un punto su cui si è molto insistito e che l’anno scorso si è rivelato piuttosto critico è quello del ricambio dell’aria: è raccomandato di tenere aperte più possibile le finestre per fare entrare aria esterna e le scuole sono invitate ad acquistare sanificatori con le risorse messe a disposizione dai decreti sostegni e sostegni bis.
Altro capitolo critico è quello dei trasporti: la capienza dei mezzi sarà limitata all’80%, mentre rimane tutta da definire l’idea di istituire la figura del mobility manager rilanciata dal ministro Enrico Giovannini

Organico scolastico e fondi per potenziare l’offerta formativa

Il Governo ha previsto diverse misure per accelerare l’assunzione e l’ingresso in ruolo di nuovi docenti tre volte più numerosi di quelli immessi in ruolo nel 2020.
Intanto è confermato anche per il 2021/22 l’organico Covid con l’assunzione a tempo determinato (fino al 31 dicembre, ma prorogabile con appositi stanziamenti in legge di bilancio) di 20 mila professori e 22 mila unità di personale.
Secondo quanto riporta Il sole 24 ore, sono in arrivo 350 milioni di fondi da utilizzare per l’acquisto di dispositivi di protezione, igiene, sicurezza, o per potenziare la didattica e la dotazione di strumenti digitali, specie per gli studenti con disabilità, o per potenziare l’offerta formativa e contrastare, così, la dispersione scolastica e l’abbandono. Ma, in totale, sulla ripartenza, il Governo investirà circa 2 miliardi, con risorse – sempre citando Il Sole 24 Ore – per “adattare gli spazi interni ed esterni degli istituti per garantire lo svolgimento delle lezioni in sicurezza o per l’acquisto di servizi professionali, di formazione e di assistenza tecnica per la sicurezza sui luoghi di lavoro, per l’assistenza medico-sanitaria e psicologica”.

Contact tracing, quarantena e rientro a scuola in caso di positività

Qualora si verificasse un caso di positività, scatterebbe la procedura già prevista per lo scorso anno, con la segnalazione alla ASL competente e il “contact tracing” per individuare contatti stretti del positivo. La quarantena è limitata a 7 giorni per i soggetti completamente vaccinati, ma con l’obbligo di un tampone negativo al termine del periodo. Per i soggetti positivi, il rientro a scuola deve avvenire solo dopo l’esito negativo di un tampone e obbligatoriamente con certificazione medica.