Salima: “Ogni anno festeggio l’anniversario della mia adozione: il primo incontro con i miei genitori adottivi”

La ragazza, 29 anni, referente per la Puglia dell’ANFAD, si rivolge ai figli adottivi: “I nostri genitori ci hanno amato, desiderato e voluto fortemente”

veneto. 420mila euro per il sistema regionale adozioniOgni anno ricorda l’anniversario della sua adozione Salima Greca. Oggi ha 29 anni, è nata in India e cresciuta in Puglia. In questi giorni è stata nominata referente per la Puglia dell’Associazione Nazionale Figli Adottivi (ANFAD). Una carica importante sia per la città che per l’intera regione in quanto la sua figura fungerà da ponte tra le diverse associazioni di genitori adottivi del territorio. La ragazza, intervistata da Tranilive.it, ha potuto raccontare la sua personale esperienza di vita. A partire da due date per lei significative.

L’adozione e l’incontro con i genitori adottivi

“Il 26 novembre 1990 – ha raccontato infatti – è il giorno in cui sono nata. Ospite delle Suore Missionarie della Carità di Madre Teresa di Calcutta, rimango in India fino al compimento dei tre anni, fin quando il 15 dicembre 1993 incontro per la prima volta la mia famiglia a Roma. Il 15 dicembre di ogni anno ricorre pertanto l’anniversario della mia adozione”. Da lì inizia il percorso con la sua nuova famiglia, “cresciuta in Puglia da genitori calabresi che hanno girato l’Italia per studio prima e lavoro poi. Da sempre appassionata di politica e psicologia, anche in ragione dei valori che mi sono stati trasmessi a partire dalla famiglia, negli anni ho maturato sempre più un’attenzione dedicata alle ingiustizie sociali, nei confronti dei soli e degli emarginati, in generale verso chi non ha avuto le mie stesse possibilità nella vita. Detti sentimenti hanno poi caratterizzato i miei studi, di fatto mi sono laureata in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Bari e ho conseguito un master in tutela internazionale dei diritti umani presso la Sapienza, dove ho anche frequentato un corso in materia di rifugiati e migranti, tema del quale anni prima mi sono occupata, collaborando alla creazione del forum Immigrazione e Mediterraneo Puglia insieme ad altri ragazzi di origine straniera. Attualmente sto svolgendo un tirocinio formativo presso il Tribunale dei minorenni di Bari al fianco di un magistrato. La mia storia dunque, per quanto iniziata in un altro Paese, può dirsi comune a quella di moltissimi altri miei coetanei, anche loro in cerca di un posto nel Mondo dopo anni di studio e tanti sacrifici”.

L’adozione è uno “stato speciale di amore”

“I miei genitori – ha spiegato ancora Salima – non hanno mai fatto mistero con me per prima ed anche con gli altri sul fatto che fossi stata adottata, ma non per questo mi sono mai sentita diversa, anzi. Ho sempre considerato la mia condizione di figlia adottiva, uno stato ‘speciale’, di amore ancora più profondo perché appunto legittimato a monte da una scelta che ha richiesto sacrificio, un iter procedurale e burocratico molto lungo ed impegnativo, la caparbietà incessante dei miei genitori di volermi a casa con loro. Un incipit pertanto faticoso ma che testimonia un grande amore, sentimento che al pari nutro nei confronti dell’Italia, Paese dove di fatto sono cresciuta per tutta la vita. Per comprendere quanto io mi senta italiana, voglio svelarvi un aneddoto della mia infanzia: ho imparato l’italiano dopo appena dieci giorni dal mio arrivo qui. Ho avuto la fortuna di crescere in un ambiente sano, di amore profondo e regole ligie, entro un contesto culturale stimolante e nel benessere, per queste ragioni sono da sempre grata alla vita e sento la responsabilità di doverle restituire il favore con il mio impegno quotidiano; anche per queste ragioni, per la mia storia ed il mio vissuto personale, amo occuparmi di tematiche sociali, degli ultimi e dimenticati”.

“Ai figli adottati – ha concluso la ragazza – sento di dire che la vita è bella, nel suo mistero e malgrado i momenti di dolore, per questa ragione, vorrei invitarli ad aggrapparsi con tutte le forze che hanno in corpo, perché se si trovano dove sono ora è perché la vita li ha ritenuti forti al punto da poter sopportare tutto quanto accaduto prima, in un passato che farà sempre parte della nostra storia. Una storia che è dato solo a noi completare con tasselli via via diversi, quali: sorrisi, gioie, emozioni, successi, soddisfazioni, sfide sempre nuove ed avvincenti. Sento ancora di dire loro di non permettere a nessuno, mai, di farli sentire diversi perché non lo siamo. I nostri genitori ci hanno amato, desiderato e voluto fortemente, ed è infatti soltanto l’amore (in ogni sua forma) a legittimare i rapporti significativi, null’altro”.