Riparte la scuola.Ecco tutte le regole: un solo contagio e si ritorna in DAD

Lunedì 13 settembre riaprono le scuole nella maggior parte delle Regioni. Tra Green Pass, mascherine e quarantena, vediamo come funzionerà. Anche se rimane una domanda: di didattica non parla più nessuno?

Ormai ci siamo. Qualcuno ha ricominciato già prima, qualcuno lo farà dopo (QUI tutte le date), ma per la maggior parte delle regioni è lunedì 13 settembre il giorno segnato in rosso sul calendario per la riapertura delle scuole.
Mai come quest’anno l’attesa si è fatta sentire, con le regole per il contenimento del Covid a farla da padrone per giorni e giorni su tutti i media. Quasi dimenticandosi che, la scuola, non è solo questo. Anzi, tutto il discorso su regole, organizzazione, orari e controlli dovrebbe essere il “contorno” attorno al vero cuore del discorso scolastico, ovvero quello didattico. Al momento, tutto ciò sembra essere uscito dai radar, quasi che offerte formative, programmi, divari tra scuole e territori diversi, inclusione… fossero un “di cui” anche trascurabile.
Certo, l’urgenza dell’attualità reclama l’attenzione come mai prima in passato, ma porre un po’ più di attenzione a ciò che va oltre il Green Pass non sarebbe stata una brutta idea.
Ciò detto, visto che, nel giorno della riapertura, le questioni pratiche hanno per forza di cose la priorità, proviamo a riassumere tutti i nodi che le scuole che riaprono sono chiamate a sbrogliare.

Green Pass

Se si digita “scuola” su Google, solo nella prima schermata la parola “Green Pass” appare 15 volte. Inutile dire come sia questo l’argomento che più di tutti ha tenuto banco, anche a livello politico. Le regole, ormai, sono state ripetute fino allo sfinimento: obbligo di certificazione per tutti i docenti e il personale, pena la sospensione e il blocco dello stipendio (dopo 5 giorni), ma anche per tutti coloro che entrano nell’edificio scolastico anche saltuariamente: dipendenti delle mense, addetti alle pulizie, genitori, nonni e baby sitter che accompagnano i bambini. Unici dispensati, gli studenti.
A facilitare i controlli dei Green Pass debutterà proprio lunedì 13 la piattaforma studiata ad hoc dal Governo, con la quale i presidi potranno selezionare la propria scuola e visualizzare l’elenco dei pass attivi e non.

Mascherine

Obbligatorie per tutti a partire dai 6 anni. Anche al banco. Si può stare senza solo nelle classi in cui tutti gli studenti siano vaccinati con doppia dose (anche se su questo punto la battaglia è accesissima). La mascherina è fondamentale per cercare di limitare i contagi in contesti come le classi degli studenti più giovani che, ricordiamo, non hanno ancora potuto vaccinarsi. Secondo i dati riportati da Open, il 35,54% degli studenti di scuole medie e superiori non è vaccinato nemmeno con una dose. Alla scuola primaria, va da sé, i non vaccinati sono il 100%: con la variante Delta che colpisce di più anche i più piccoli l’attenzione dev’essere molto alta.


Assembramenti

Inutile dire che gli assembramenti sono vietati, ma il problema non è così facilmente risolvibile nelle cosiddette “classi pollaio”, dove il numero di alunni è elevato e gli spazi non sempre adeguati. La soluzione è impossibile da trovare in tempi brevi, specie dopo aver letto i numeri del rapporto emanato da Tuttoscuola: in Italia ci sono 14mila classi sovraffollate, per un totale di circa 400mila alunni. Il Ministro Patrizio Bianchi durante la trasmissione TV “In onda” su La7 ha ribadito tutto il lavoro e le risorse stanziate per questo problema, ma una soluzione definitiva non pare ancora dietro l’angolo.

Il problema dell’affollamento riguarda anche i mezzi pubblici, per i quali è stata confermata la capienza all’80%. Comuni e aziende di trasporti hanno potenziato l’offerta, mentre un aiuto dovrebbe arrivare anche dagli orari scaglionati di ingresso previsti dal Ministero.

La quarantena

Nonostante tutte le precauzioni e i vaccini, nessuno si illude che non si verificheranno casi di Covid tra gli studenti. Quando succederà, le regole per la quarantena sono cambiate rispetto all’anno scorso: per i vaccinati, infatti, il periodo di isolamento sarà di 7 giorni, rimarrà di 10, invece, con tampone finale, per i non vaccinati (o 14 senza tampone). A seconda dei giorni di quarantena, all’interno della stessa classe ci potranno essere alunni che tornano prima in presenza mentre altri continueranno a seguire le lezioni in DAD fino alla fine del loro periodo di isolamento. Gli insegnanti, invece, non sono considerati “contatti stretti” e, quindi, anche in caso di positività di un alunno potranno rientrare a scuola, previo test molecolare. Quello che il Ministro ha ribadito di voler evitare è la chiusura generalizzata della scuola: si interviene laddove ci siano casi di positività, cercando di isolare e tracciare, ma senza chiudere tutto.

E ora… buona scuola a tutti