Siria: un’insegnante e 4 bambini uccisi a Idlib mentre andavano a scuola

Un ennesimo bombardamento nel nord ovest della Siria ha mietuto nuove vittime innocenti. Ma il mondo tace

Come sarebbe bello se “senza fine” fosse solo una canzone di Gino Paoli… Invece, purtroppo, “senza fine” è l’orrore di una guerra che da oltre 10 anni si trascina e continua a fare vittime innocenti. Mentre nessuno quasi se ne cura.

Bambini uccisi in Siria: morire andando a scuola

Teatro dell’infinita tragedia è la Siria, in particolare la provincia di Idlib, formalmente ancora in mano ai ribelli e non sotto il controllo di Assad. Qui, come riportato da un comunicato del direttore generale dell’Unicef per il Medio Oriente e il Nord Africa Ted Chaiban, nella mattina di mercoledì 20 ottobre “Quattro bambini – tre maschi e una femmina – e un’insegnante sono stati uccisi mentre si recavano a scuola in un attacco a un mercato ad Ariha, a sud di Idlib, a nord-ovest della Siria. Il numero di bambini feriti e uccisi continua ad aumentare”.
Nel frattempo, anche a Damasco, è stato colpito un autobus, ma le autorità non sono state in grado di dire se ci fossero anche lì dei bambini colpiti.
“Gli attacchi ai civili, compresi i bambini – prosegue il comunicato – sono una violazione del diritto umanitario internazionale. I bambini dovrebbero poter raggiungere le loro scuole in sicurezza. Ripetiamo i nostri appelli a coloro che combattono che i bambini non sono un bersaglio. Dovrebbero essere protetti in ogni momento, specialmente in tempi di conflitto”.
In totale, i morti durante l’attacco pare siano 10, mentre i feriti ammontano a circa 40. La strada colpita, infatti, oltre a essere vicina a un mercato, porta a sei diverse scuole della zona e al momento dell’attacco era molto frequentata.
Si tratta di un nuovo durissimo colpo sia al precario cessate il fuoco che, evidentemente, non viene rispettato, sia alla già fragile possibilità dei bambini di andare a scuola. Dopo 10 anni di conflitto, si calcola che due bambini su tre nel nord della Siria non abbiano accesso all’istruzione, mentre il Covid ha ulteriormente complicato le cose portando la metà circa dei bambini che andavano a scuola prima della pandemia ad abbandonare.
Una tragedia umanitaria che si consuma sotto gli occhi di un mondo che sembra cieco o, peggio, che sembra voltarsi dall’altra parte.

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Se anche davanti ai bambini uccisi il mondo si volta all’altra parte

Davanti a tutto questo orrore, che travalica i confini e non si ferma davanti a nulla, colpisce più che mai il silenzio dei “grandi” del mondo, che inevitabilmente rischia di passare per menefreghismo. Dell’attacco in Siria non c’è tracia sui giornali italiani, per esempio, così come non si registrano dichiarazioni di esponenti politici.
Rimangono le associazioni a cercare di alzare la voce e portare il loro piccolo aiuto ai bambini e le famiglie che vivono queste tragedie.
Solo una goccia nell’oceano del bisogno, che, se non ci fosse, all’oceano mancherebbe, avrebbe detto Madre Teresa di Calcutta. Una bella immagine che un po’ consola, ma che fa anche rabbia, pensando a quanto gocce mancano davvero da chi potrebbe farle arrivare.