Terzo Settore. Claudia Fiaschi: “Non esiste solo la concorrenza, il Terzo Settore non diventi mero esecutore di attività decise dai finanziatori”

Riflessione sui rischi dati negli ultimi tempi dalla ‘sistematizzazione’ delle iniziative del non profit in base alle richieste e, in qualche caso, ai ‘diktat’ di Fondazioni bancarie e realtà che garantiscono i fondi per i progetti 

Un’ottica di accresciuta e spavalda ‘concorrenzialità’ volta ad accaparrarsi i fondi dei bandi ha basi poco solide e genera progetti troppo settoriali e dal respiro corto. Su Vita.it parla in merito a questo tema la portavoce del Forum del Terzo Settore, Claudia Fiaschi

terzo settore. Il rischio di perdere l'identità a causa della concorrenzaUn’accozzaglia di progetti di sviluppo e cooperazione internazionale ‘dal fiato corto’: è il rischio a cui potrebbe andare incontro, senza adeguate contromisure, il mondo del Terzo Settore.

Proprio per richiamare l’attenzione dell’interno comparto prima che, come si dice in gergo, ‘i buoi siano scappati dalla stalla’, la portavoce del Terzo Settore, Claudia Fiaschi, ha scritto un editoriale su Vita.it in cui paventa, per le realtà che operano in quest’ambito un lento e graduale indebolimento della propria capacità innovativa di lettura e risposta ai bisogni delle persone”, col rischio di vedere trasformato “il Terzo settore a mero esecutore di attività decise dai finanziatori, negandogli la possibilità di portare il suo contributo di saperi ed esperienze”.

Non solo: una logica di pura concorrenza tra attori dello stesso campo, produce come effetto ‘naturale’ quello di essere “portato a vedere gli altri enti come competitors”, evitando di conseguenza di condividere idee e prospettive. La soluzione? Per Fiaschi sta nel “percorrere strade diverse da quelle ‘tradizionali’”, attraverso il coraggio di mettere “in discussione la convinzione che il principio della concorrenza sia applicabile in tutti i contesti e soprattutto che conduca sempre a risultati migliori”. Anche perché “in alcuni settori, soprattutto in quelli sociali, gli obiettivi veramente desiderabili si raggiungono solo raccogliendo e valorizzando più energie”.

Al link qui sotto è possibile leggere l’editoriale integrale.

 

Fonte: Vita.it