Tutti parlano di Casa Famiglia… ma cos’è in realtà?

Francesca scrive:

 

Buongiorno,

mi chiamo Francesca, sono una donna sposata da alcuni anni, e vorrei farvi una domanda in merito alle Case Famiglia.

Leggo sul vostro Forum tante persone che parlano di Case Famiglia, ma dai loro commenti mi sembra ci sia molta confusione attorno a questo termine. Come famiglia abbiamo sempre avuto il desiderio di aprirci all’accoglienza anche per più bambini, con lo scopo di accompagnarli e sostenerli in questo momento di difficoltà. Avrei bisogno di capire meglio cos’è una Casa Famiglia e la differenza con una Comunità Educativa.


 Grazie

 

 

Valentina BrescianiCarissima,

attorno al termine Casa Famiglia c’è veramente una grossa confusione: qualcuno utilizza questo termine per strutture gestite da suore, per comunità educative… utilizzando ancora il termine istituto, cosa che in Italia non dovrebbe essercene più. Cerco di fornire alcune informazioni per chiarire meglio quello che è la posizione di Ai.Bi.

Il modello di Casa Famiglia di Ai.Bi. si fonda su una coppia di coniugi che avendo già avuto esperienze di affido familiare, dà la disponibilità ad accogliere fino a un massimo di 6 minori (dagli 0 ai 18 anni), mentre la comunità educativa può ospitare fino a un massimo di 10 minori. La Casa Famiglia è un servizio residenziale di accoglienza per minori. Gli ultimi dati del 2010 parlano di 29.300 minori fuori famiglia, per cui c’è sempre un enorme bisogno di famiglie che si vogliono aprire all’accoglienza.

I bambini che arrivano all’interno delle nostre strutture, sono minori sotto tutela, ciò significa che sono in carico al Servizio Sociale di competenza. Il servizio sociale, che ha ricevuto il mandato dall’Autorità Giudiziaria, predispone un progetto a tutela del minore.

La maggior parte dei bambini ha vissuto l’allontanamento dalla famiglia d’origine a causa di grosse problematiche come la trascuratezza, l’incapacità genitoriale, il maltrattamento, episodi di violenza o anche tossicodipendenza, alcolismo da parte della famiglia d’origine.

Lo scopo della Casa Famiglia vuole essere quello di accogliere i bambini che ne hanno bisogno, coccolarli, accudirli e far assaporare loro il clima familiare, in modo da poter dare strumenti per poi essere pronti per essere accompagnati verso il loro progetto di vita definitivo come l’adozione o il rientro a casa. Questo aspetto per esempio non viene garantito all’interno di una struttura gestita solamente da operatori, come una comunità educativa.

Spesso accompagniamo i bambini verso un altro progetto di affido familiare. Anche rispetto a questo progetto, uno degli obiettivi che ci poniamo come Casa Famiglia è quella di sensibilizzare il territorio in cui siamo presenti, cercando di informare e di reperire nuove famiglie che intendano aprirsi all’affido familiare.

A nostro modo di vedere, la Casa Famiglia non è la risposta definitiva per loro, viene intesa come un momento di passaggio dove potersi “preparare” al loro progetto di vita. Per questo motivo indichiamo fin da subito al Servizio Sociale un lasso di tempo di nostra disponibilità per costruire insieme il progetto di vita per ogni bambino accolto. Allo stesso tempo, la Casa Famiglia risponde a un bisogno dei bambini di essere protetti e tutelati e dove possono iniziare a sperimentare il clima familiare, per arrivare preparati ad un eventuale progetto di affido o adozione o al possibile rientro a casa.

Ai.Bi. mette a disposizione alla famiglia di riferimento della Casa Famiglia ogni genere di supporto: educatore a supporto della famiglia accogliente, il coordinatore che mantiene i contatti con i diversi Servizi Sociali, sviluppa la rete di famiglie, fondamentale per chi vive una scelta di vita così importante e anche una psicologa per poter rileggere i comportamenti e le reazioni dei bambini accolti..

A livello organizzativo, l’associazione si impegna nella ricerca dell’immobile, adatto secondo i requisiti richiesti dalle normative regionali, nella zona di residenza della coppia, in modo da rimanere nel territorio di appartenenza della famiglia e in modo da garantirle abitudini, stile di vita, amicizie anche con la Casa Famiglia avviata. E’ l’associazione che si fa carico della maggior parte delle spese economiche della struttura e per i minori accolti, grazie alle rette che i servizi ci pagano per l’inserimento del minore e grazie anche a diversi finanziatori esterni che continuano a sostenerci.

Se desidera approfondire la realtà della Casa Famiglia per come la vive Ai.Bi., la invito a partecipare a momenti di informazione e approfondimento. il 6 aprile 2013 a Bologna e Roma, il 13 Aprile a Salerno, il 23 aprile sarà la volta di Messina e il 10 maggio a Torino sarà l’occasione per un primo momento di informazione sul nostro modello di casa famiglia. Qui, troverà tutte le informazioni!

Potrà essere l’occasione per ascoltare i nostri operatori e le nostre famiglie parlare del cosa significa essere e diventare Casa Famiglia.

Oppure potrà segnalare la sua disponibilità come famiglia accogliente ad intraprendere un percorso di apertura di una Casa Famiglia con la nostra associazione attraverso il form presente sul nostro sito nella sezione “lavora con noi– candidatura famiglia per casa famiglia” o ancora chiamando allo 02/988221 – 2.

Sarà nostra cura ricontattarla per fissare un colloquio di conoscenza e valutare se è possibile intraprendere un percorso insieme.

 

Grazie per la sua attenzione

Valentina Bresciani

Area Italia Ai.Bi.