BAMBINIxLAPACE. Ucraina. Abbiamo la casa distrutta. Manca tutto… Ma vorrei i colori per disegnare

Ogni giorno lo staff di Ai.Bi. contatta i minori che stavano all’Istituto Volodarka e che ora sono con le famiglie, sparsi nella regione di Kiev e oltre. Ognuno ha un bisogno e un desiderio diverso per provare a ricostruire un futuro che appare ancora molto lontano

In Ucraina, nelle zone del Nord e intorno a Kiev, giorno dopo giorno la vita prova a riprendere i suoi binari. Ma nulla è più come prima e, per tanti, anche la cosa che fino allo scoppio della guerra era la più scontata, oggi diventa l’oggetto di un desiderio non semplice da realizzare.
La sanno bene gli operatori di Ai.Bi. che, capitanati da Masha, fino a qualche settimana fa cooperante in Ucraina e oggi in Italia con la figlia, ogni giorno contattano i minori che erano ospiti dell’Istituto Volodarka per chiedere quali siano i loro bisogni e cercare di organizzare di conseguenza le consegne di beni e materiali.

Colori per disegnare e farina per fare il pane

Non è un lavoro facile, non solo per le difficoltà logistiche di reperire quanto richiesto e di organizzarne il trasporto, tra strade dissestate, mancanza di benzina e quant’altro, ma anche perché ogni telefonata significa aprire una porta su un diverso dolore e su storie spesso terribili di bambini, ragazzi e famiglie.
C’è Yana, per esempio (tutti i nomi sono di fantasia), che a chi le chiede come va risponde: “Abbiamo la casa completamente distrutta e abbiamo dovuto spostarci dalla zia. Ci manca tutto, ma io vorrei avere i colori e i pennelli per disegnare”. Un desiderio innocente, di chi davanti a un orrore difficile da capire cerca la certezza della propria attività preferita, per aggrapparsi a un pezzetto di possibile normalità.
Oppure c’è Diana, che quasi non ha il coraggio di rispondere e premette: “Chiedo alla mamma”, salvo poi aggiungere: “Vorrei un vestito estivo e delle scarpe”.
A Dmytro, invece, mancano tanto gli amici con cui giocare a pallone: “Mi piacerebbe avere una palla da calcio – dice – ma la mamma ha detto che se compriamo farina e lievito potrebbe fare del pane fresco per tutti”.

Quando anche tutta la generosità del mondo non basta

Già, perché anche quello di riuscire a mangiare tutti quanti non è un fatto così scontato. Lo sa bene Viktoria, che alla domande su cosa possiamo fare per lei risponde con l’eccitazione di chi trova inaspettatamente un passaggio su una strada che pareva deserta: “Un aiuto in questo momento sarebbe davvero tempestivo: sono venuti a stare da noi la famiglie dei parenti da Irpin ed è veramente difficile riuscire a cavarcela tutti quanti”.
Altre volte, invece, è impossibile trovare le parole con le quali rispondere, come davanti ad Alina, che alla domanda: “Possiamo aiutarti in qualche modo?” risponde: “Non lo so!”. Il perché viene fuori subito dopo: “Mio papà è morto in guerra e io adesso sono con i nonni. Mi hanno proposto di andare all’estero, ma io voglio rimanere qui con loro”. E davanti a questo desiderio non c’è nulla che, con tutta la generosità del mondo, si possa fare. È la vita di chi rimane in un mondo distrutto dalla guerra.

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Dall’inizio della guerra, Ai.Bi. è impegnata in molteplici attività lanciate all’interno del progetto #BAMBINIxLAPACE, attivo in Ucraina, Moldova e Italia a favore dei bambini ucraini e delle loro famiglie. Chiunque può sostenerli con una donazione una tantum o con l’Adozione a Distanza. E se sei cliente Fineco, la banca raddoppia la tua donazione fino al 30 giugno. Ricordati che tutte le donazioni ad Ai.Bi. godono delle seguenti agevolazioni fiscali

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