BAMBINIXLAPACE. Ucraina. Ecco come mi ha cambiato la guerra: senza futuro come si può vivere?

La storia di Natalia, che ha perso il marito in guerra e oggi cresce da sola due figli, con tanta paura. Ma nonostante questo non perde la speranza, grazie anche al pensiero di tutti gli aiuti che arrivano dall’esterno

Dopo più di 4 anni di guerra, oltre ai morti, gli sfollati, i feriti e i dispersi, si moltiplicano anche le storie di chi nel conflitto ha perso tutto e ha visto la sua vita stravolgersi completamente.
Come Natalia, una donna originaria di Dnipro, nell’Ucraina centrale, che ha perso il marito in guerra e ancora non riesce ad accettare la sua morte, mentre cerca di crescere due figli da sola.

L’insicurezza del futuro

Natalia racconta di essere sempre stata una persone molto organizzata che amava programmare: aveva bisogno di avere progetti per il futuro, se non a lungo termine, almeno… per il successivo fine settimana. Ora, invece, è costretta a vivere alla giornata, senza poter fare programmi. Non riesce a trovare pace ovunque sia, a casa come al lavoro, e non riesce a togliersi dalla testa l’aver dovuto identificare i resti del marito morto solo grazie al DNA, seppellendoli in una bara chiusa.
A volte i figli provano a chiedere: “Andiamo da qualche parte?”, e la risposte è sempre un laconico “vedremo”. Perché Natalia non si sente di promettere nulla, vivendo nella più totale incertezza, senza più punti di riferimento.
È come una malattia mortale, di quelle che rendono insicuri del proprio futuro o anche solo di ciò che potrebbe accadere uscendo di casa. Anche la scelta della scuola per i figli è andata in questa direzione, optando per una scuola online che permette loro di rimanere in casa dove ci si sente più tranquilli.
Solo che, a lungo andare, questi atteggiamenti finiscono per travolgere tutto. Natalia ha iniziato a dimenticare le cose, e a nulla serve appendere appunti in casa, perché si dimentica di guardarli.

Non si spezza il filo della speranza

Nonostante tutte queste difficoltà, però, Natalia non vuole arrendersi e cerca di programmare almeno un evento a settimana: un’occasione per uscire un attimo da casa, aggrappandosi a quel filo di speranza che ancora rimane.
Perché, giorno dopo giorno, Natalia e i suoi figli resistono, confortati dal pensiero che qualcuno, da fuori, magari da lontano, li sta aiutando. Questo li fa sentire meno soli e dà loro la forza di non perdere la speranza che il futuro possa essere diverso e, finalmente, in pace.

La speranza dei bambini dell’Ucraina è appesa a un filo

Dallo scoppio della guerra in Ucraina, sono passati oltre 3 anni. In questo tempo oltre 600 bambini sono morti e oltre 2.000 sono stati feriti. Anche la speranza rischia di morire.
Ai.Bi. Amici dei Bambini con il progetto BAMBINIxLAPACE ogni giorno porta ai minori e le loro famiglie aiuto concreto, supporto psicologico e attimi di vita “normale”, in un tempo che normale non è.
Ecco perché oggi più che mai c’è bisogno del tuo aiuto: per non far spezzare il filo della speranza.