
Sostenere le coppie adottive in uno dei momenti più delicati della storia familiare: l’ingresso del figlio nella famiglia. Una proposta per migliorare l’accoglienza del bambino nel momento in cui il bisogno di sostegno alla coppia potrebbe essere maggiore. L’inserimento a scuola, l’accoglienza nella famiglia allargata e nella comunità: sono tutti passaggi fondamentali che possono mettere in difficoltà i genitori adottivi.
In queste fase la famiglia è lasciata sola.
Per legge viene stabilito, infatti, che la coppia sia seguita dai servizi territoriali nella fase di post-adozione solo se lo richiede; non si tratta di una tappa obbligatoria (legge 476/1998, articolo 31, lettera m).
La coppia, iper-selezionata e formata nella fase iniziale dell’iter adottivo, non viene più seguita e questo rappresenta un evidente vuoto legislativo. Solo cinque regioni italiane (Lombardia, Veneto, Piemonte, Toscana, Emilia-Romagna) hanno siglato un Protocollo operativo con i servizi territoriali per gestire il post-adozione.
Per Ai.Bi. dovrebbe diventare obbligatoria, ex lege, la fase di accompagnamento della coppia nel post-adozione, anche perché potrebbero essere proprio le famiglie che non lo chiedono, come ha dimostrato il drammatico caso di Viterbo, ad avere bisogno di un aiuto maggiore.
Questa proposta fa parte di una più ampia richiesta di modifica di legge che Ai.Bi. ha presentato e discusso con autorevoli interlocutori istituzionali (“Dal momento dell’ingresso in Italia e per almeno un anno, ai fini di una corretta integrazione familiare e sociale, i servizi socio-assistenziali degli enti locali e gli enti autorizzati, assistono gli affidatari, i genitori adottivi e il minore affidato o adottato. Essi in ogni caso riferiscono al tribunale per i minorenni sull’andamento dell’inserimento, segnalando le eventuali difficoltà per gli opportuni interventi. Nel caso di adozione pronunciata all’estero gli adottanti devono sottoporsi al sostegno psicologico presso il servizio socio assistenziale di cui all’art. 29-bis e sono obbligati a trasmettere all’ente autorizzato le relazioni scritte sull’inserimento del minore per l’intero periodo indicato dall’ente stesso, secondo quanto richiesto dall’autorità centrale del Paese d’origine del minore. Proposta di modifica della legge 184/1983 – articolo 34 comma 2 – dal testo “Riflessioni e proposte per la riforma della legge 184/1983” a cura di Ai.Bi.).
L’accompagnamento nel post adozione è un lavoro che dovrebbe essere svolto dai servizi sociali la cui presenza sul territorio è capillare. Troppo spesso invece questo ruolo viene delegato agli enti, che fanno fatica con i loro mezzi a seguire coppie dislocate su tutto il territorio nazionale.
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secondo me è importantissima la postadozione, perchè i genitori potrebbero avere bisogno di sostegno, di consigli, della esperienza di persone che hanno degli strumenti per capire eventuali problemi che insorgono o che ci snono già….
E anche il bambino può avere dei problemi che i genitori non sanno risolvere data una loro inesperienza nel ruolo genitoriale…..
Ciao a tutti, io sono una mamma adottiva,e devo dire che abbiamo notato una specie di vuoto dopo l’arrivo del bambino.Noi la relazione post adozione l’abbiamo fatta,perchè la nostra è un adozione internazionale . Abbiamo anche accettato di partecipare con l’asl a degli incontri con altre coppie che avevano adottato.Eppure in certi casi abbiamo sentito la macanza di una figura professionale ,che un pò ci guidasse in alcune problematiche. Una specie di figura intermedia,spesso non si racconta tutto agl’assistenti sociali un pò per timore un pò perchè forse non c’è confidenza con loro.Credo che si debba creara una specie di assistenza speciale per il post adozione non obbligatoria ma su richiesta, Magari fatta anche di famiglie che hanno già adottato e si rendano disponibile a seguire i nuovi arrivati. ciao
Secondo me le ulss dovrebbero avere del personale veramente preparato non solo dal punto di vista del titolo di studio ma soprattutto dal punto di vista umano, non sempre ci si imbatte in persone che realmente vogliono capire una coppia e verificare se è idonea ad adottare o a seguirla dopo che ha adottato…
Lorenza, che significa che ci sono delle famiglie che “barano” nel compilare le schede? Quello non è un post-adozione! Il post-adozione presuppone che le schede (meglio sarebbe se fossero relazioni) siano preparate da specialisti. Dai commenti che vedo spesso nelle ASL manca questa professionalità specifica, che è più facile trovare negli enti autorizzati che lavorano meglio (non tutti, purtroppo). Non capisco, poi, perchè il tuo ente ti ha fatto firmare un impegno ma poi non lo ha mantenuto da parte sua!
Ma ovviamente, anche questo, come tutte le cose ha un costo.
Io credo che il post-adozione debba essere obbligatorio, che debba essere fatto da specialisti (possibilmente validi dal punto di vista professionale), e se costa, dovrebbe almeno rientrare nelle spese deducibili, in quanto legatao all’adozione stessa.
Lorenza dice:
16-02-10 alle 11:03Sono d’accordo nel rendere obbligatorio il postadozione, ma deve essere un postadozione vero, non la compilazione di schede.
Ci sono molte famiglie che “barano” nel compilare le schede per vari motivi.
Bisognerebbe che gli enti prevedessero degli incontri obbligatori con le famiglie almeno nei primi tre anni dall’adozione e che questi incontri siano fatti veramente (l’ente con cui ho adottato li prevedeva e ci ha fatto firmare un impegno a fare questi incontri, poi l’ente non ci ha mai chiamato).
Certo si richiede un altro impegno agli enti, ma credo che gli enti seri non si sottrarrano a questo compito, che ritengo fondamentale per la riuscita dell’adozione.
Cordiali saluti
Lorenza