BAMBINIxLAPACE. Ucraina, quattro anni di guerra che hanno cambiato tutto

Dall’invasione alle infrastrutture colpite, dai negoziati in stallo alla solidarietà per i bambini: il racconto di un Paese che continua a resistere e l’impegno degli Amici dei Bambini al fianco delle famiglie e dei bambini vittime della guerra per mantenere viva la speranza della pace

Il 24 febbraio segna quattro anni dall’inizio dell’invasione su larga scala dell’Ucraina. Quattro anni che hanno cambiato il volto del Paese, ridisegnato le città, inciso nelle biografie di milioni di persone. Dal 2022 a oggi, la guerra è passata attraverso fasi diverse – dall’offensiva iniziale alle controffensive, dagli attacchi alle infrastrutture energetiche ai negoziati mai decollati – ma non ha mai smesso di scandire la quotidianità.

Quello che è successo

Nei primi mesi il conflitto ha provocato un esodo di massa e la distruzione di interi quartieri. Con il passare del tempo, la linea del fronte si è in parte stabilizzata, ma gli attacchi missilistici e con droni hanno continuato a colpire in profondità. Le centrali elettriche sono diventate obiettivi strategici, lasciando milioni di persone senza luce e riscaldamento, soprattutto durante gli inverni. L’ultimo è stato tra i più rigidi degli ultimi sedici anni, con temperature fino a -20 gradi Celsius e blackout prolungati.

A Kyiv, come in molte altre città, la guerra è entrata nelle abitudini: rifugi improvvisati, sirene che interrompono lezioni e lavoro, generatori nei cortili. Nel cuore della capitale, Maidan Nezalezhnosti si è trasformata in un memoriale permanente. Da quattro anni, ogni giorno, vengono piantate bandierine in ricordo dei caduti. È un gesto silenzioso che racconta la dimensione umana del conflitto meglio di qualsiasi bollettino militare.

Sul piano politico, l’Ucraina ha dovuto bilanciare la difesa del territorio con la tenuta delle istituzioni democratiche. Le discussioni su possibili elezioni in tempo di guerra si sono intrecciate con la necessità di garantire sicurezza e stabilità. Il presidente Volodymyr Zelensky ha più volte ribadito che ogni passaggio elettorale potrà avvenire solo in condizioni di cessate il fuoco e con adeguate garanzie. Nel frattempo, i negoziati restano fragili e intermittenti, mentre l’orizzonte del 2026 appare ancora incerto.

Le attività di Ai.Bi. in Ucraina  continuano

In questi quattro anni, accanto alla dimensione militare e diplomatica, si è sviluppata una rete capillare di solidarietà. Tra le organizzazioni impegnate sul campo c’è Ai.Bi. Amici dei Bambini, presente con il progetto #BAMBINIxLAPACE. L’organizzazione ha distribuito beni di prima necessità, alimenti, vestiti e materiale scolastico a famiglie colpite dalla guerra, intervenendo dove i servizi essenziali sono stati interrotti o gravemente compromessi.
Particolare attenzione è stata riservata ai minori, tra i più esposti alle conseguenze psicologiche del conflitto. Ai.Bi. ha attivato percorsi di supporto psicologico mirato per aiutare bambini e adolescenti ad affrontare traumi, lutti e paure. Ha inoltre creato spazi sicuri e ludoteche, come quella di Volodarka, frequentata oggi da circa 100 bambini ogni settimana. Qui possono partecipare ad attività educative e ricreative, ritrovando momenti di normalità in un contesto protetto.
Questo impegno si è rinnovato ulteriormente proprio nel mese di febbraio 2026 con l’avvio di un progetto di protezione, educazione, salute e igiene a favore di 10mila persone vulnerabili, fra cui 5200 minori nelle regioni di Dnipropetrovska e Zaporizka: QUI.

Le ferite di un Paese

Quattro anni dopo, l’Ucraina è un Paese stremato ma ancora in piedi. Le ferite sono profonde – nelle infrastrutture, nell’economia, nelle famiglie – ma altrettanto radicata è la volontà di resistere. Tra le sirene e le trattative, tra il gelo e la ricostruzione quotidiana, il tempo della guerra continua a scorrere. E con esso la sfida più difficile: proteggere il futuro di una generazione cresciuta sotto il rumore delle esplosioni.

La speranza dei bambini dell’Ucraina è appesa a un filo

Dallo scoppio della guerra in Ucraina, sono passati oltre 3 anni. In questo tempo oltre 600 bambini sono morti e oltre 2.000 sono stati feriti. Anche la speranza rischia di morire.
Ai.Bi. Amici dei Bambini con il progetto BAMBINIxLAPACE ogni giorno porta ai minori e le loro famiglie aiuto concreto, supporto psicologico e attimi di vita “normale”, in un tempo che normale non è.
Ecco perché oggi più che mai c’è bisogno del tuo aiuto: per non far spezzare il filo della speranza. EMERGENZA UCRAINA

Ricorda: ogni donazione gode delle seguenti agevolazioni fiscali.