BAMBINIxLAPACE. Dagli orfanotrofi di Kiev al “trasferimento” forzato in Russia. Il dramma dei “figli perduti”

Secondo un rapporto Onu, altri 1.200 minori ucraini che vivevano in istituto sono stati portati illegalmente in Russia e dati in adozione. Secondo Kiev in totale sono quasi 20mila i minori sottratti con la forza dalle loro case

Fin dall’inizio della guerra in Ucraina (anzi, secondo i rapporti delle commissioni ONU, perfino a partire da una settimana prima dell’inizio del conflitto) la Russia ha “puntato” i bambini dell’Ucraina, decidendo di farli diventare un bersaglio della sua campagna di invasione. L’obiettivo? Deportare migliaia di giovani in Russia, alterarne l’identità, dare loro nuovi documenti e nuova cittadinanza. In pratica: non più cittadini ucraini, ma “orfani” adottati da famiglie russe e distribuiti nelle 21 regioni della Federazione, a migliaia di chilometri da casa.

Dagli orfanotrofi all’adozione forzata

A tornare su questa penosa vicenda è Avvenire, che rivela come il nuovo rapporto della Commissione Onu sui crimini di guerra in Ucraina abbia aggiunto al conto dei giovani deportati in Russia altri 1.205 bambini, che vivevano negli istituti per minori, trasferiti illegalmente. Oggi, solo 240 di loro hanno fatto ritorno a casa, mentre l’80% rimane irraggiungibile quando non del tutto scomparso, senza che si riescano più a trovare tracce.
Avvenire riporta, come esempio, lo specifico caso di una bambina di Kherson portata via quando aveva 11 mesi e formalmente adottata (con tanto di certificati elettronici) da una coppia russa nella quale l’uomo, che ha 73 anni, è stato parlamentare per un decennio, nonché presidente del Consiglio Federale e della Camera alta del Parlamento russo.

Quasi 20mila “figli perduti” di Kiev

In totale, Kiev stima siano 19.500 i minori allontanati con la forza dalla loro case, ma è difficile avere riscontri certi. Di sicuro c’è che le nazioni Unite e altre fonti internazionali hanno accertato almeno 3mila casi di bambini rimpatriati o ancora dispersi.
Nel silenzio dei più, è stato il Vaticano a portare avanti un grosso lavoro di mediazione che ha permesso diversi ricongiungimenti. Restano però ancora migliaia di “figli perduti” di cui non si hanno notizie aggiornate e verificabili, e per molte famiglie la ricerca continua da anni.
La Corte penale internazionale ha già emesso mandati di arresto nei confronti di Vladimir Putin e della commissaria russa per i diritti dell’infanzia Maria Lvova-Belova per questi fatti, ma le vicende che emergono con il passare del tempo fanno pensare che siano tantissime le storie non ancora venute alla luce; ciascuna diversa dall’altra ma tutte unite dall’orrore di una deportazione forzata lontano dalla propria casa e i propri affetti.

La speranza dei bambini dell’Ucraina è appesa a un filo

Dallo scoppio della guerra in Ucraina, sono passati oltre 4 anni. In questo tempo oltre 600 bambini sono morti e oltre 2.000 sono stati feriti. Anche la speranza rischia di morire.
Ai.Bi. Amici dei Bambini con il progetto BAMBINIxLAPACE ogni giorno porta ai minori e le loro famiglie aiuto concreto, supporto psicologico e attimi di vita “normale”, in un tempo che normale non è.
Ecco perché oggi più che mai c’è bisogno del tuo aiuto: per non far spezzare il filo della speranza. EMERGENZA UCRAINA