Non voglio andare a scuola! Come aiutare i più piccoli nel momento del distacco

Per aiutare il bambino è importante ascoltarlo e osservare i suoi comportamenti

Non tutti i bambini alle loro prime esperienze scolastiche e di distacco dal nido familiare mostrano serenità e piacere nell’affrontare quel mondo nuovo che è la scuola. Comportamenti insofferenti, lacrime e bronci possono presentarsi anche dopo un periodo di vacanza o di permanenza a casa a causa di qualche malattia. L’ansia dei più piccoli può manifestarsi in modi diversi, ad esempio con risvegli notturni, pipì a letto, appetito ridotto oppure attraverso piccole regressioni comportamentali.

Quando ciò accade, cosa possiamo fare?

A fornire qualche regola pratica per i genitori ci pensano gli esperti dell’Ospedale Bambino Gesù.

Cosa importante per mamma e papà è mantenere la calma e monitorare la situazione. Perché, come ci spiegano gli esperti, spesso si tratta di situazioni transitorie che tendono a risolversi spontaneamente nel momento in cui il bambino acquisisce fiducia e sicurezza nella nuova situazione.

È poi importante osservare il bambino e ascoltarlo per comprendere quale sia il momento che nostro figlio viva con particolare disagio: può essere il momento della separazione dai genitori all’ingresso della scuola, oppure le relazioni con gli altri bambini. Può avere difficoltà ad adeguarsi ad un contesto di ritmi e regole diverse da quelle familiari o avere difficoltà rispetto alle proposte didattiche degli insegnanti. La fiducia e il dialogo tra maestre e genitori è fondamentale.

Scuola dell’infanzia: alcuni piccoli accorgimenti per favorire l’inserimento

Tra i suggerimenti che gli esperti dell’ospedale Bambino Gesù offrono ai genitori vi è quello di affiancare inizialmente il bambino nell’incontro con gli altri bambini, nell’esplorazione dell’ambiente, dei giochi e del materiale didattico e di rassicurarlo sulla capacità dell’ambiente e dell’insegnante di prendersi cura di lui e dei suoi bisogni. Suggeriscono inoltre di permettere al piccolo di portare un oggetto familiare da conservare nello zaino o nell’armadietto della scuola.

Tra i consigli infine, uno  è  dedicato  proprio a mamma e papa, lo potremmo sintetizzare con la parola “serenità”.  A volte sono proprio le loro ansie e preoccupazioni nel distacco a essere vissute empaticamente dal bambino. Quindi – suggeriamo noi – niente sguardi preoccupati o visi tristi e apprensivi al momento dei saluti. Tra gli obiettivi della scuola dell’infanzia, infatti, vi è anche quello di favorire proprio la loro autonomia.

A cura della redazione di Ai.Bi. Amici dei Bambini ETS.
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