Centri estivi. Dal Comune arriva la possibilità di rimborso

La dotazione del Fondo per l’anno 2026 è di 60 milioni di euro e le attività finanziabili devono essere inderogabilmente svolte tra il 1° giugno e il 31 dicembre 2026

Buone notizie per tutti quei genitori che, finita la scuola, hanno iscritto i propri figli in un centro estivo, luogo prezioso per permettere a mamma e papà di conciliare i ritmi famiglia – lavoro ma che comporta al contempo un notevole dispendio economico.

Il dipartimento per le politiche della famiglia del Consiglio dei Ministri ha istituito, infatti,  un Fondo per le attività socio-educative a favore dei minori  destinato al finanziamento di iniziative dei Comuni – da attuare anche in collaborazione con enti pubblici e privati – che abbiano come obiettivo il potenziamento di centri estivi, servizi socio-educativi territoriali e centri con funzione educativa e ricreativa. Requisito fondamentale: le attività svolte devono essere destinate a favore di minori di qualsiasi età.

La dotazione del Fondo per l’anno 2026 è di 60 milioni di euro e le attività finanziabili devono essere inderogabilmente svolte tra il 1° giugno e il 31 dicembre 2026.

Sono previsti rimborsi anche alle famiglie

Il Fondo nasce con l’obiettivo di sostenere le famiglie e facilitarne la conciliazione fra vita privata e lavoro.

A spiegare come avviene il riparto delle risorse tra gli Enti ci pensa l’art. 2 del decreto 8 maggio 2026.  Destinatari delle risorse sono i Comuni italiani, ad eccezione di quelli ricompresi nei territori delle Province autonome di Trento e Bolzano, sulla base della popolazione minorile residente. Dovranno essere i Comuni stessi ad esprimere il proprio interesse a beneficiare del finanziamento e sono sempre i Comuni a decidere come impiegare i finanziamenti del Fondo.

Nelle linee guida sulle spese ammissibili per il 2026, sono indicati anche i rimborsi alle famiglie che hanno usufruito delle attività. In particolare, il testo specifica: “sono ammessi rimborsi dai Comuni alle famiglie i cui figli minori abbiano frequentato i servizi socioeducativi territoriali pubblici o privati, nel periodo tra il 1° giugno e il 31 dicembre 2026”.

Le famiglie dovranno dimostrare la partecipazione al servizio e le relative spese sostenute: “sulla base della documentazione giustificativa definita o richiesta dalla pertinente delibera di Giunta”.

Non vi sono requisiti specifici obbligatori e ribadiamo, ogni Comune ha la facoltà di scegliere come devolvere i contributi del Fondo. Tra chi ha deciso di concedere rimborsi alle famiglie, vi sono enti, ad esempio, che richiedono il possesso di un’attestazione ISEE in corso di validità non superiore ad una determinata soglia di reddito, altri uno specifico range di età del minore, alcuni Comuni hanno deciso di destinare l’intera somma del fondo ai rimborsi alle famiglie, altri hanno scelto diversamente.

Vi invitiamo pertanto a controllare la possibilità di fare richiesta di rimborso e le modalità del vostro Comune di riferimento.

 A cura della redazione di Ai.Bi. Amici dei Bambini ETS.
Dal 1983 al fianco dei minori in difficoltà, Ai.Bi. promuove la tutela dei loro diritti, la diffusione di contenuti informativi utili per giovani, minori e famiglie, e la sensibilizzazione sociale.