Generazione Sandwich, il peso invisibile della cura sulle famiglie italiane

I costi della cura ricadono sulle famiglie a livello economico, lavorativo ma anche psicologico. Il 92% degli italiani ritiene che la gestione della cura generi stress mentale per le famiglie

L’attività di cura poggia ancora sensibilmente e viene svolta prevalentemente all’interno delle famiglie italiane con significative ricadute psicologiche legate allo stress e incidenza sull’organizzazione della vita quotidiana, sul lavoro e sui bilanci domestici.

Questo è quanto emerge da una ricerca Ipsos Doxa dedicata alla cosiddetta Generazione Sandwich, realizzata per Nuova Collaborazione, associazione nazionale dei datori di lavoro domestico su un campione di 5.655 italiani tra i 25 e i 75 anni.

Chi è la Generazione Sandwich?

Con il termine Generazione Sandwich si individuano quelle persone che si occupano contemporaneamente di prendersi cura dei figli e dei genitori anziani o familiari non autosufficienti. Vi rientra il 15% della popolazione tra i 35 e i 54 anni. Il 61% di loro lavora a tempo pieno, il 67% vive in nuclei in cui entrambi i partner sono occupati e quasi un terzo possiede una laurea. Sono familiari attivi che rischiano  di essere schiacciati sotto il peso di un sovraccarico lavorativo e emotivo tra incastri lavorativi, imprevisti sanitari, gestione familiare e organizzazione economica. Sono in particolare le donne a sostenere il peso maggiore della cura e a subire le conseguenze organizzative e professionali del doppio carico assistenziale con ricadute sulla disuguaglianza di genere nel mondo professionale.

 Una cura che ricade principalmente sulla famiglia

Per il 77% degli intervistati è la famiglia il principale soggetto che si occupa della cura dei propri cari non autosufficienti. Nel 70% dei casi la cura viene condivisa con altri familiari, mentre appena il 7% riceve supporto dai servizi domiciliari pubblici. Ancora più marginale appare il contributo del volontariato e del terzo settore.

I costi della cura

I costi della cura ricadono sulle famiglie a livello economico, lavorativo ma anche psicologico. Il 92% degli italiani ritiene che la gestione della cura generi stress mentale per le famiglie. Tra chi presta assistenza, nell’ultimo trimestre, gli impegni di cura hanno interferito con il lavoro nel 51% dei casi, quota che sale al 65% nella Generazione Sandwich. Quattro persone su dieci dichiarano di aver modificato la propria attività lavorativa per esigenze di cura non retribuite. Riduzione dell’orario, part-time, rinuncia a opportunità professionali e in alcuni casi uscita dal mercato del lavoro rappresentano effetti sempre più diffusi del carico assistenziale. Nella Generazione Sandwich oltre una persona su due (56%) ha ridotto o sospeso il lavoro almeno occasionalmente.

Da quanto emerge dalla ricerca, il lavoro di cura, è diventato una componente essenziale del welfare italiano. La gestione della cura non rappresenta più solo un tema assistenziale, ma un elemento centrale nelle dinamiche economiche e sociali delle famiglie, che incide sul benessere e sulla qualità della vita.

A cura della redazione di Ai.Bi. Amici dei Bambini ETS.
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