Affido familiare e minori stranieri non accompagnati: una risorsa ancora poco utilizzata?

Nel 2025 solo il 4% dei minori stranieri non accompagnati presenti in Italia è stato accolto in una famiglia affidataria

Solo una piccola percentuale dei minori stranieri non accompagnati presenti in Italia è accolto all’interno di famiglie affidatarie. Eppure ben sappiamo come, l’abbraccio di una famiglia, sia un sostegno ben più caldo e accogliente per un bambino solo in una terra straniera.

Secondo il report della Direzione Generale dell’Immigrazione (Ministero del Lavoro), al 31 dicembre 2025 risultavano regolarmente censiti nel sistema italiano 17.011 minori stranieri non accompagnati (MSNA), di questi il 17,4% erano minori ucraini.
Dalla ricerca “Chi accoglie?” analisi qualitativa preliminare sui profili delle famiglie affidatarie di minorenni non accompagnati nel nostro Paese, realizzata da Unicef e dal Coordinamento nazionale delle comunità accoglienti (Cnca), apprendiamo che solo il 4% dei MSNA presenti nel nostro Paese nel 2025, ha potuto contare sul sostegno di una famiglia affidataria, (dato rilevato al netto dei minori di origine ucraina). La stragrande maggioranza dei restanti è stata accolta presso comunità e strutture residenziali.

Ma chi sono queste famiglie che decidono di aprirsi all’accoglienza? E che sfide incontrano?

Lo studio condotto attraverso un sondaggio anonimo rivolto a 61 famiglie “attive”, ne  tratteggia il profilo. Oltre l’80% sono soggetti sposati o conviventi, nel 60% dei casi con figli.  Sono persone soddisfatte della propria vita (95%) con un forte desiderio di condivisione e un sistema di valori aperto all’incontro con l’altro. La ricerca mostra inoltre un livello di istruzione con prevalenza di titoli di studio medio-alti (diploma o laurea).

Le ragioni che spingono verso l’affido

Dallo studio emerge come le persone che scelgano l’affido siano fortemente orientate verso l’inclusione. Tra le motivazioni ad accogliere prevalgono: la possibilità di accompagnare i giovani verso l’autonomia (95%) e l’apertura a esperienze interculturali (88%).

L’importanza di un accompagnamento qualificato

“L’affido familiare – ha sottolineato Liviana Marelli, referente nazionale per le politiche minorili e per le famiglie del CNCA – è un progetto che valorizza la responsabilità delle singole famiglie e richiama contestualmente la responsabilità collettiva di tutti i soggetti coinvolti affinché la famiglia affidataria non sia mai sola ma si senta parte di un progetto condiviso e sia costantemente supportata e accompagnata nella gestione del singolo progetto di accoglienza e di inserimento sociale”.

Le sfide incontrate nel percorso

Supportare le famiglie che scelgono di aprirsi all’affido di minori stranieri non accompagnati è importante.

Chi accoglie lo fa con il cuore, ma ammette di aver dovuto superare anche delle sfide durante il cammino. Secondo lo studio, 7 famiglie su 10 hanno confessato di avere avuto dei dubbi prima di aprirsi all’affido: quasi 3 su 10 avevano timore di non ricevere abbastanza supporto durante il percorso, 2 su 10 temevano la convivenza ma mentre quest’ultimo timore tende a disperdersi nel corso dell’esperienza affidataria, quello di non ricevere supporto resta per alcuni una sfida importante durante il percorso.

A cura della redazione di Ai.Bi. Amici dei Bambini ETS.
Dal 1983 al fianco dei minori in difficoltà, Ai.Bi. promuove la tutela dei loro diritti, la diffusione di contenuti informativi utili per giovani, minori e famiglie, e la sensibilizzazione sociale.

Informazioni e richieste sull’affido familiare

Se anche tu vuoi essere una risorsa per un bambino in difficoltà, vuoi approfondire la conoscenza dell’affido familiare e riflettere sulla disponibilità a intraprendere questo percorso, puoi partecipare agli incontri organizzati da Amici dei Bambini

Tutte le informazioni si trovano alla pagina dedicata del sito.