Esserci, per il presente e il futuro dei bambini abbandonati: “Ai.Bi. è la vostra casa!”

“Nell’accoglienza, senza saperlo si incontrano angeli” è il titolo della “tre giorni” che ha radunato a Casino di Terra (PI) famiglie, volontari e responsabili del Gruppo Ai.Bi. Amici dei Bambini. Per un momento di riflessione e condivisione al fine di trovare una nuova spinta per vivere il presente e il futuro dell’accoglienza

Esserci. È questa la parola che, più di altre, rimane scritta a caratteri indelebili dopo la “tre giorni” che famiglie, volontari, dirigenti e collaboratori del Gruppo Ai.Bi. (la Fondazione Ai.Bi., la Cooperativa AIBC e l’Associazione La Pietra Scartata) hanno passato a Casino di Terra (PI), nel XXXIII incontro nazionale associativo dal titolo “Nell’accoglienza, senza saperlo, si incontrano angeli”.
Un momento importante per riunire insieme tutti i soggetti coinvolti a diverso titolo nel Gruppo, tracciare un punto della situazione e, soprattutto, indicare la rotta da seguire per il futuro.

Gli angeli dell’accoglienza

In questo senso, la relazione del Presidente Marco Griffini è stata molto esaustiva e stimolante, con il richiamo alla bontà di quanto fatto in passato e lo sprone a non lasciare che questa prospettiva diventi nostalgia, ma piuttosto indicazione preziosa per trovare “la direzione giusta per andare incontro al futuro”. In questo modo, il passato diventa “linfa vitale… verso un domani pieno di stupore e di meraviglia per ciò che ogni giorno accadrà”.
Un domani che, chiaramente, vedrà Ai.Bi. Amici dei Bambini sempre in prima fila con la sua missione di accoglienza, ma con la consapevolezza – ripresa dall’intervento di Valentina Bresciani, responsabile delle strutture mamma-bambino – che “nell’accoglienza non siamo soltanto noi a educare, a sostenere, a prenderci cura; ma anche le persone che accogliamo educano noi”.
In questo senso si deve leggere l’indicazione iniziale data prima dell’avvio della tre giorni: “nell’accoglienza, senza saperlo, si incontrano angeli”: questi ultimi non sono quelle figure “evanescenti e invisibili” cui tutti siamo abituati a pensare, ma – per tornare alle parole di Marco Griffini – “persone in carne e ossa che incontriamo e che ci indiano una strada. Coloro che accogliamo, che ci illuminano e ci accompagnano”.

Famiglie, volontari e collaboratori. Insieme

Su questa falsariga, durante la tre giorni, si sono susseguiti gli interventi di famiglie, volontari e collaboratori, che hanno riletto episodi particolarmente significativi vissuti nel proprio passato all’interno dell’organizzazione (ciascuno nel proprio ruolo) trovando in essi un’indicazione da seguire per l’oggi e il domani del proprio “ESSERCI” all’interno del Gruppo.
Ogni punto di vista ha arricchito un dibattito che è davvero difficile poter sintetizzare in questa sede, se non affidandosi alla riflessione di don Massimiliano Sabbadini che, con don Luca Novati, hanno avuto l’onere di ricomprendere ogni intervento in una prospettiva finale, vero lascito, insieme alla relazione iniziale e le conclusioni del Presidente, della tre giorni.
Un lascito che parla di famiglia, naturalmente, ma anche di professionalità, di condivisione, di amore e di fiducia, elementi essenziali dell’operare di Ai.Bi. negli oltre 40 anni della sua storia e oggi più che mai leva per proseguire una missione che non avrà mai fine finché anche solo un bambino abbandonato rimarrà sulla terra con il suo grido di aiuto.

Amore e fragilità

Perché il dare una risposta ai bisogni dei più piccoli è e rimarrà il cuore pulsante dell’operare di Ai.Bi., della sua consapevolezza che “amare”, come ha ricordato don Luca nel suo intervento, significa “entrare in relazione con l’altro e prendersene cura”. Si tratta di un “lavoro continuo”, che quotidianamente deve fare i conti con la “fragilità” di chi deve essere accolto così come di chi accoglie. Perché è solo abitando la propria fragilità che ci si può aprire all’accoglienza e vivere pienamente il presente.
“Esserci”, insomma, come Ai.Bi. ha fatto negli ultimi 43 anni, con un atteggiamento ricordato anche da Valentina Griffini, Amministratore Delegato della Fondazione Amici dei Bambini ETS: quello di che sente la “responsabilità di testimoniare l’accoglienza”; di chi decide di “esserci, per gli altri, senza giudizio… Perché è bello essere in un luogo in cui ci si può sentire a casa. È da qui che nasce l’accoglienza”.

A cura della redazione di Ai.Bi. Amici dei Bambini ETS.
Dal 1983 al fianco dei minori in difficoltà, Ai.Bi. promuove la tutela dei loro diritti, la diffusione di contenuti informativi utili per giovani, minori e famiglie, e la sensibilizzazione sociale.