Che cos’è l’affido familiare? Vieni a scoprirlo all’open day di Ai.Bi.

L’affido familiare è un gesto straordinario di accoglienza alla portata di coppie e single. All’Open Day dell’Accoglienza del 13 giugno puoi conoscerlo e sentire gli straordinari racconti di operatori e famiglie

L’affido familiare è un intervento di tutela che consiste nell’accogliere temporaneamente un bambino o un ragazzo che, per diversi motivi, non può vivere serenamente con la propria famiglia d’origine. L’obiettivo dell’affido non è sostituire i genitori, ma garantire al minore un ambiente sicuro, stabile e accogliente, sostenendo al tempo stesso il percorso di recupero e rafforzamento della famiglia di provenienza.
Possono diventare genitori affidatari coppie sposate o conviventi, con o senza figli, ma anche persone single. Ciò che conta davvero non è la composizione della famiglia, bensì la disponibilità ad accogliere un bambino e a mettersi a disposizione dei suoi bisogni, della sua storia e delle sue fragilità.

Un lavoro da fare insieme

La disponibilità all’affido, tuttavia, è un punto di partenza e non un punto di arrivo. È importante che chi si avvicina a questa esperienza abbia la possibilità di conoscere meglio cosa significhi realmente accogliere un minore. Per questo motivo sono previsti percorsi di informazione e formazione che aiutano a comprendere le caratteristiche dell’affido, a riflettere sulle proprie capacità e sui propri limiti e a sviluppare una maggiore consapevolezza del ruolo che si andrà a svolgere.
Essere una famiglia affidataria significa anche essere disponibili a far parte di un sistema più ampio. Accogliere un bambino non vuol dire semplicemente aprire la porta di casa e prendersene cura in autonomia. L’affido si inserisce infatti all’interno di un quadro giuridico e organizzativo ben definito, che coinvolge la famiglia d’origine, i servizi sociali, gli operatori specializzati e, in alcuni casi, l’autorità giudiziaria. La famiglia affidataria diventa quindi uno degli attori di una rete che lavora insieme per il benessere del minore.

Adattamento e flessibilità

Per questo motivo non si agisce in modo isolato o secondo scelte esclusivamente personali. Le decisioni più importanti vengono condivise e costruite all’interno del progetto di affido, nel rispetto dei ruoli e delle responsabilità di ciascuno. La collaborazione con i servizi e con gli altri soggetti coinvolti rappresenta un elemento fondamentale per la buona riuscita dell’esperienza.
Un’altra caratteristica essenziale richiesta alle famiglie affidatarie è la flessibilità.
Ogni progetto di affido è unico perché nasce dai bisogni specifici del bambino e dalla situazione della sua famiglia. Le condizioni possono evolvere nel tempo, gli obiettivi possono essere ridefiniti e possono emergere nuove esigenze. La realtà dell’affido, infatti, non è mai completamente prevedibile o cristallizzata: richiede capacità di adattamento, apertura al confronto e disponibilità a rivedere il proprio percorso in funzione dell’interesse del minore.

Un’occasione per scoprire l’affido familiare

L’affido è quindi un’esperienza di accoglienza, responsabilità e collaborazione, che mette al centro il benessere del bambino e il suo diritto a crescere in un contesto affettivamente ed educativamente adeguato, mantenendo, quando possibile, il legame con la propria famiglia d’origine.
Se vuoi saperne di più e capire meglio vieni a parlare con i protagonisti di questa esperienza.
Sabato 13 giugno, all’Open Day dell’Accoglienza di Ai.Bi. Amici dei Bambini, presso la sua sede a Mezzano di San Giuliano Milanese (in via Marignano 18). Una giornata pensata per coppie e single con l’obiettivo di celebrare la bellezza del “farsi famiglia” e offrire uno spazio di riflessione sulle tematiche dell’adozione internazionale e dell’affido.

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