Accogliere i profughi per far ripartire le vite sospese dalla guerra

Nel centro dell’Associazione Demos a Edinet, dove Ai.Bi. ha aperto una delle sue ludoteche in Moldova, i profughi trovano non solo un momentaneo rifugio, ma anche una “casa” dove ripensare il loro futuro

Da quando è cominciata la guerra in Ucraina, tutte le varie attività di accoglienza e assistenza che erano presenti in Moldova si sono riorganizzate per far fronte alla nuova emergenza. Così è stato anche per il centro dell’Associazione Demos a Edinet, con il quale Ai.Bi ha collaborato in varie occasioni a sostegno della gioventù moldava in difficoltà, e presso il quale ha aperto una delle ludoteche del suo progetto, contribuendo alla riorganizzazione delle attività mirate, ora, alle necessità dei cittadini ucraini che scappano dalla guerra.

La storia di Svetlana, incinta, accolta con le sue figlie

Nonostante ultimamente il flusso dei nuovi arrivi sia rallentato, il Centro è quasi sempre pieno di gente in passaggio, con un periodo medio di sosta di 5-6 giorni. La struttura, infatti, serve come un posto di accoglienza, ma anche come una “casa” dove i neo-arrivati hanno la possibilità di tirare il fiato e ripensare con calma il proprio futuro e i bambini possono trovare un momenti di svago e “noramlità” grazie alle attività della Ludoteca di Ai.Bi. Poi, generalmente, il viaggio continua, soprattutto verso i Paesi Europei, dove si pensa che la vita sia più tranquilla o per lo meno si possa stare più al sicuro.
Svetlana, il cui soggiorno nel centro è durato più di tre settimane, è arrivata incinta, tenendo per mano le due figliolette. Il suo fidanzato è stato arrestato alla frontiera e fermato nel Paese dalle autorità ucraine. Fin dalle prime ore dopo il loro arrivo, il personale del centro, con il supporto di Ai.Bi. si è attivato per offrire alla famiglia tutto il supporto necessario, coinvolgendo conoscenze personali e professionali per cercare di aiutare questa famiglia a tornare unita.
Da una parte si è lavorato per risolvere  il problema legale del “padre”, considerato tale anche dalle due bambine della donna, a lui molto affezionate, dall’altro la mamma è stata visitata dai medici, ricevendo tutto il supporto per portare avanti una buona gravidanza, e dagli psicologi.
Le piccole sono state inserite a scuola della comunità, dove sono state accolte con regali e tanti gesti di attenzione da parte di bambini e insegnanti.
“Di solito cerchiamo di coinvolgere nel campo lavorativo le persone che possono lavorare – spiega la psicologa della struttura Viorica Orac. Questo li aiuta a ‘dimenticare’ almeno per un po’ il trauma dello sradicamento e, cosa più importante, li fa sentirsi utili. Svetlana, per esempio, lavorava come sarta in Ucraina. Essendo incinta, non siamo riusciti a trovarle un lavoro vero e proprio, ma con la macchina da cucire che avevamo nel centro le abbiamo dato la possibilità di guadagnare qualcosa: inizialmente si è offerta di aggiustare le cose qui nel centro. Ma siccome le voci corrono, una volta saputo delle abilità di Svetlana la gente è cominciata ad arrivare portandole vestiti da aggiustare”.

Un nuovo futuro che riparte dall’accoglienza

Intanto, grazie al lavoro dei responsabili di Demos, il padre è riuscito ad arrivare finalmente in Moldova, dove si è riunito alla sua futura famiglia. “È seguita una proposta di matrimonio – racconta ancora Viorica Orac – con l’anello, le emozioni e la complicità delle figliastre. La madre ha accettato davanti al personale del centro e avendo come testimoni diversi suoi concittadini, che in quel momento rappresentavano una piccola parte d’Ucraina…”

Sostieni l’impegno di Ai.Bi. per i bambini dell’Ucraina

Dall’inizio della guerra, Ai.Bi. è impegnata in molteplici attività lanciate all’interno del progetto #BAMBINIxLAPACE, attivo in Ucraina, Moldova e Italia a favore dei bambini ucraini e delle loro famiglie. Chiunque può sostenerli con una donazione una tantum o con l’Adozione a Distanza. E se sei cliente Fineco, la banca raddoppia la tua donazione fino al 30 giugno. Ricordati che tutte le donazioni ad Ai.Bi. godono delle seguenti agevolazioni fiscali.

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