Bambini in alto mare
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Adozione Internazionale. Nove mesi in Kenya per adottare Tommy con la paura di sfasciare la nostra famiglia

Sembrerebbe un romanzo, ma è una storia vera. L’opera prima di Massimo Bavastro intitolata “Il bambino promesso” è il racconto di un uomo e della sua famiglia nell’impatto con quello che nella mente è sempre stato un sogno, ma che – nella concretezza dell’incontro e della necessità di dono reciproco – può scombussolarti la vita. Un dono che è lì per te, ti viene messo tra le braccia proprio il giorno in cui compie il primo anno di vita. E che, tuttavia, ti chiede di essere non solo abbracciato e coccolato. Ma anche – e prima di tutto – ‘riconosciuto’ e amato come figlio.

Il travaglio interiore, durato tutti e nove i mesi di permanenza in Kenya di Bavastro e della sua famiglia naturale, la crescita interiore e relazionale nel rapporto con Tommy vengono delineati in tutta la loro vivezza, tra avventure in giro per il Paese con un’auto che si sfascia sempre e la crisi che fa improvvisamente vacillare tutte le certezze, prima dell’autore, quindi della sua famiglia.

Momenti che però portano alla maturazione di una nuova concezione della vita familiare, questa volta in quattro. E si chiudono con la ‘salvezza’ per tutti i membri del nucleo, proprio grazie a quel dono che è Tommy per loro. Una crescita maturata nell’ambito della scelta di adozione internazionale concretizzata anche grazie all’aiuto di Ai.Bi.

Come si legge, ad esempio, a pagina 14 del libro, edito da Nutrimenti, «La paura che mi ero fatto da solo raccontando le Storie Terribili di Adozione non mi era passata. Ma a quella si era mescolato un sentimento nuovo: a furia di parlarne, anche solo per dire ‘no’, mi sembrava che quel bimbo remoto in qualche modo noi l’avessimo generato. 

“Magari non è ancora nato. Però c’è”.

“Sì. Lo sento anch’io”, disse Barbara.

Dunque eravamo d’accordo: quel bambino esisteva; e gli avevamo fatto una promessa. (p. 14)».

Massimo Bavastro ha raccontato questa sua incredibile esperienza, che ha cambiato la vita a lui prima di tutto e, quindi, agli altri componenti della propria famiglia, in un’intervista a Radio Radicale in cui è centrale il tema dell’#adozioneinternazionale e dell’alto valore donativo reciproco, per la famiglia adottante e per il bimbo adottato.

Un percorso, quello di in-formazione all’adozione internazionale, che Ai.Bi. mette a disposizione con incontri periodici in numerose località d’Italia. Perché, come insegna la storia di Bavastro, è essenziale anche imparare ad attendere il dono che un figlio adottivo rappresenta.

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