Adozione Internazionale. Quando la relazione dei servizi non ci rappresenta

Indicazioni pratiche per candidati all’adozione internazionale tra legge e procedure. Ecco come muoversi, specie nei confronti dei servizi sociali

Nel percorso per ottenere il decreto di idoneità all’adozione internazionale, uno dei passaggi più delicati riguarda la relazione dei servizi territoriali.

L’indagine dei servizi sociali

Dopo aver espresso la disponibilità all’adozione, il Tribunale per i Minorenni incarica i servizi sociali di svolgere un’indagine psicosociale sui candidati, valutandone la capacità di “prendersi cura” di un bambino con una storia personale, anche dolorosa. La legge prevede che questa relazione venga consegnata entro quattro mesi al giudice, ma non stabilisce un momento preciso in cui i candidati possono leggerla.

Che cosa dice la legge?

Talvolta, chi desidera adottare può sentirsi non rappresentato da quanto riportato dai servizi sociali, rischiando di vedere compromessa la possibilità di ottenere il decreto di idoneità. La normativa di riferimento, la legge 183/84 all’articolo 30, comma 1, prevede che il tribunale ascolti gli aspiranti all’adozione e disponga eventuali approfondimenti prima di pronunciare un decreto motivato. In pratica, ogni Tribunale gestisce la questione in modo autonomo: alcuni servizi, per esempio, leggono la relazione alla coppia durante l’ultimo colloquio e raccolgono osservazioni o eventuali reclami.

Chiedere una modifica

Un esempio pratico viene dal Protocollo tra il Tribunale per i Minorenni di Brescia e i servizi sociali territoriali del 2017, secondo cui la relazione viene presentata alla coppia prima dell’invio in Tribunale. Gli operatori illustrano le argomentazioni contenute nel documento e redigono un verbale dell’incontro con la decisione dei candidati di condividere o meno quanto scritto. Copia della relazione viene quindi consegnata ai coniugi.
Se i candidati non concordano con la relazione, la legge consente di chiedere una modifica, ma ciò comporta inevitabilmente tempi aggiuntivi. Tuttavia, se le discrepanze non sono gravi, è possibile soprassedere in questa fase, perché l’ente autorizzato che segue la procedura di adozione internazionale può integrare con una propria relazione. Tale integrazione è spesso obbligatoria per alcuni Paesi, come in Sudamerica o Bulgaria, e può garantire che la candidatura non subisca ritardi significativi.
In conclusione, pur essendo un passaggio delicato e soggettivo, la gestione strategica della relazione dei servizi permette di ridurre i tempi e di affrontare eventuali discrepanze in modo consapevole, senza compromettere l’intero percorso verso l’adozione internazionale.

Informazioni e domande sull’adozione internazionale

Chi sta considerando un’adozione internazionale o semplicemente desidera avere maggiori informazioni su questi temi, può contattare l’ufficio adozioni di Ai.Bi. scrivendo un’e-mail a adozioni@aibi.it.
Ai.Bi. organizza periodicamente anche dei corsi pensati per dare alle coppie che si avvicinano per la prima volta al mondo dell’adozione, dando loro le nozioni base sulla normativa di riferimento, le procedure da espletare, la presentazione della domanda di idoneità, ecc. A questo link si possono trovare tutte le informazioni relative al prossimo corso online “Primi passi nel mondo dell’Adozione Internazionale”. Dona per il Fondo Accoglienza Bambini Abbandonati