Adozione internazionale. “Per fortuna avete tanti Paesi”

Come si sceglie il Paese dove adottare e perché affidarsi “anche con il cuore” all’Ente Autorizzato

Incontrando coppie interessate all’adozione internazionale, impegnate a valutare con attenzione il Paese a cui destinare la propria pratica per incontrare il figlio nato all’estero, emerge quanto sia vario l’approccio con cui le persone si avvicinano agli Enti Autorizzati: compagni necessari e preziosi in questo viaggio.

L’atteggiamento calcolatore

Alcune coppie studiano attentamente prima il sito della CAI e poi quello dell’Ente che stanno per incontrare. Arrivano con schemi, appunti, ragionamenti già fatti e una lista di domande puntuali, con idee piuttosto chiare sulla destinazione e in cerca di conferme. Tutto è ben calcolato: l’obiettivo è verificare se i propri piani rispecchino l’operatività dell’Ente che hanno di fronte.

Chi prima non ci ha pensato

Altre coppie arrivano invece quasi spaesate, desiderose di sapere tutto ciò che è possibile. Ascoltano attentamente, valutano gli scenari praticabili e li confrontano con le proprie esigenze. Spesso sono famiglie che hanno vissuto il percorso con i Servizi e con il Tribunale per i Minorenni passo dopo passo, senza anticipare nulla, affrontando l’incontro con l’Ente e le spiegazioni sui Paesi nella concretezza e nell’oggettività del momento che stanno vivendo.

I sognatori

Alcune persone arrivano sognando. Immaginano situazioni diverse, immerse in uno stato emotivo che oscilla tra l’idillio di un iter adottiva ideale e la catastrofe in cui nulla andrà bene. È come se non avessero mai sentito come davvero reale il loro percorso, se non nel momento in cui si sentono elencare i numerosi Paesi in cui Amici dei Bambini è presente e autorizzato a operare. Nonostante questo, però, continuano a prefigurarsi scenari completamente differenti uno dall’altro, con poca attinenza concreta con la realtà dei fatti.

La scelta di chi affronta l’adozione dalla parte del bambino

Poi ci sono coppie come, per esempio, quella arrivata in una delle sedi di Ai.Bi. qualche tempo fa, un po’ avanti con l’età e un po’ sconfortata: durante tutto il percorso, fino al decreto di idoneità, hanno percepito una certa preclusione nei loro confronti, con operatori critici rispetto alla scelta che stavano intraprendendo, temendo potesse destabilizzare il ménage familiare e l’equilibrio costruito negli anni. Anche rispetto alle possibilità offerte dai singoli Paesi, si sono trovati spesso di fronte a porte chiuse e a poche strade realmente praticabili.
Certo, trovarsi davanti a coppie in là con gli anni che sognano un bambino molto piccolo è spesso poco in linea con lo spirito dell’adozione internazionale; in questo caso, però, la coppia si mostrava disponibile a prendere in considerazione anche bambini della pagina “figli in attesa“, che hanno alle spalle storie molto difficili e che si trovano inseriti lì perché tutte le altre strade intraprese per trovare loro una famiglia si sono rivelate infruttuose.

Chi non si accontenta delle solite mete

“Sappiamo che potremmo diventare genitori solo di un bambino che oggi ha già 8 o 9 anni – hanno detto all’operatore che li ha accolti. Ci sentiamo pronti, abbiamo fatto i conti con la realtà e con i nostri desideri. Quello che non comprendiamo è perché il nostro sogno debba essere condizionato, proponendoci solo poche destinazioni. Girando tra gli Enti Autorizzati veniamo indirizzati sempre verso gli stessi Paesi sicuri ma molto richiesti, come la Colombia, l’India o il Sud-Est asiatico, che ci sembra molto congestionato. Oppure, restando in Europa, molti consigliano solo l’Ungheria, presentata come la meta migliore del momento, ma se si guardano i numeri delle pratiche in attesa sono davvero spropositati. Noi non vogliamo essere solo un numero“.

Aprire la mente e il cuore

“In Ai.Bi. abbiamo sentito parlare anche di Paesi africani, dell’Honduras, del Kosovo: possibilità che stiamo valutando con attenzione.
Per fortuna avete tanti Paesi. Questo ci permette di aprire la mente e il cuore a luoghi diversi, disponibili ad accogliere il nostro sogno adottivo, per realizzare la nostra famiglia e sperare di diventare genitori di un bambino in un Paese che non abbia una lista d’attesa lunga e fitta.
Abbiamo scelto una destinazione che richiede una permanenza impegnativa, ma crediamo che sia utile per noi: prenderci il tempo necessario per creare famiglia e rispettare i tempi di un bambino che deve diventare figlio, senza sottostare alla nostra fretta di tornare a casa.
Riteniamo che la scelta adottiva abbia bisogno di dignità e non debba essere ridotta a un iter puramente procedurale.
Per questo ci siamo sentiti accolti in Ai.Bi. e abbiamo scelto di affidarci a questo Ente per accompagnarci all’incontro con nostro figlio”.

Informazioni e domande sull’adozione internazionale

Chi sta considerando un’adozione internazionale o semplicemente desidera avere maggiori informazioni su questi temi, può contattare l’ufficio adozioni di Ai.Bi. scrivendo un’e-mail a adozioni@aibi.it.
Ai.Bi. organizza periodicamente anche dei corsi pensati per dare alle coppie che si avvicinano per la prima volta al mondo dell’adozione, dando loro le nozioni base sulla normativa di riferimento, le procedure da espletare, la presentazione della domanda di idoneità, ecc. A questo link si possono trovare tutte le informazioni relative al prossimo corso online “Primi passi nel mondo dell’Adozione Internazionale”. Dona per il Fondo Accoglienza Bambini Abbandonati