Affido familiare: aumenta. Ma sette volte meno rispetto alle comunità

Il primo tavolo nazionale sui Minori fuori famiglia evidenzia una leggera crescita dei minori in affidamento familiare tra 2022 e 2024. Ma rimane la sproporzione rispetto ai minori collocati in comunità

Si è riunito, a Roma, presso la sede del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il Tavolo Nazionale sui Minori Fuori Famiglia, tra i cui componenti è presente anche Amici dei Bambini, Maria Galeazzi, responsabile Affido e Comunità Familiari e da Marzia Masiello, ufficio di Presidenza.
Il Tavolo, istituito con la legge 104\2024, è competente in materia di interventi di integrazione e inclusione sociale sui minori fuori famiglia, sui minori affidati e in carico ai servizi sociali territoriali e sui neomaggiorenni in prosieguo amministrativo.

Una relazione annuale

Ad avviare la riunione è stata la Viceministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maria Teresa Bellucci, che ha sottolineato come nel corso del 2026 verrà presentata la prima relazione al Parlamento sullo stato dei minori fuori famiglia e in carico ai servizi sociali, che prevederà, poi, una cadenza annuale.
La viceministra ha sottolineato anche il grande lavoro che si sta facendo sulla “cartella sociale informatizzata, che prevede un focus particolare sui minori, spingendo su un sistema evoluto di interoperabilità e aggiornamento delle informazioni, così da creare una panoramica comparabile tra tutti i territori d’Italia”.

15.870 minori in affido familiare

Ampio spazio è stato poi dato ai dati che verranno pubblicati sul Quaderno della Ricerca Sociale n.67 sui minorenni e neomaggiorenni in carico ai servizi sociali e temporaneamente fuori dalla famiglia di origine, in uscita a breve con dei dati aggiornati rispetto al Quaderno della Ricerca Sociale n.66 pubblicato a novembre nell’anno 2024.
Il dato più evidente che salta agli occhi è comunque quello già evidenziato prendendo in esame il periodo 2022-2024: se aumentano i minori in affido familiare, quelli in comunità aumentano 7 volte tanto. Per essere più precisi, l’affidamento familiare cresce dell’1,8%, mentre l’accoglienza nei servizi residenziali del 13,9%.
In totale, a fine 2024 i minorenni accolti in affidamento familiare erano 15.870, sostanzialmente la metà rispetto ai 30.237 minori accolti nei servizi residenziali. La differenza si ridimensiona sensibilmente se dal conto si escludono i MISNA. In questo caso i minori in affidamento risultano 15.075, mentre quelli in carico ai servizi residenziali scendono a 20.592.

Affido e comunità residenziali

Si rinnova, dunque, il problema che Amici dei Bambini sottolinea da tempo, ovvero la sproporzione tra le due collocazioni dei minori in difficoltà, tenendo conto di come il poter contare su una famiglia “vera”, sia senza dubbio la soluzione migliore, per il minore, piuttosto che quella di essere collocato all’interno di una comunità.
Il vantaggio, come già documentato, sarebbe notevole anche dal punto di vista economico, visto che il contributo mensile per la famiglia che accoglie un minore è decisamente più basso rispetto ai costi minimi per il mantenimento del minore in una struttura.
Per quanto riguarda l’affido familiare, altri dati molto interessanti sono quelli che mostrano come l’84,4% dei minori siano maggiori di 6 anni e come più della metà degli affidi abbia una durata superiore ai 2 anni. Più del 30% degli affidi ha una durata addirittura superiore ai 4 anni. Sicuramente dei dati importanti per definire le future politiche.
Altro dato da sottolineare è il 7,8% di minori sotto i 2 anni che vengono accolti in servizi residenziali, una cosa che secondo la legge non dovrebbe succedere.

Informazioni e richieste sull’affido familiare

Chiunque volesse approfondire la conoscenza dell’affido familiare e riflettere sulla propria disponibilità a intraprendere questo percorso, può partecipare agli incontri organizzati da Amici dei Bambini
Tutte le informazioni si trovano alla pagina dedicata del sito.