Affido familiare. L’importanza della “rete” di famiglie

Una rete di famiglie in cui sentirsi liberi di confrontarsi, confidarsi e condividere gioie e fatiche del percorso di affido è una risorsa fondamentale, consolidata in oltre 20 anni di esperienza di Ai.Bi. Amici dei Bambini nell’affido familiare

Quando si parla di affido familiare, Ai.Bi. insiste sempre sull’importanza di avere una rete di famiglie con le quali confidarsi, confrontarsi e condividere gioie e fatiche di un cammino bellissimo ma impegnativo.
A volte, capita che qualcuno chieda, in assoluta buona fede, se questa rete sia davvero necessaria e non possa bastare avere comunque degli amici e dei parenti su cui contare.
La risposta più efficace la può dare l’esperienza diretta proprio di una famiglia affidataria. A raccontarla è Paolo, papà affidatario, che ha vissuto e vive in prima persona questo “mondo” dell’affido da oltre 20 anni.

L’esperienza di una famiglia affidataria

“L’avvio dei primi affidi, ormai più di 20 anni fa – racconta – ha fatto emergere in modo naturale e quasi urgente il bisogno di non rimanere soli. Accogliere un bambino in affido è un gesto di grande generosità, ma è anche un’esperienza intensa, che mette in gioco emozioni profonde, equilibri familiari, fatiche quotidiane e interrogativi complessi. Le coppie hanno sentito presto la necessità di poter contare su uno spazio stabile e protetto in cui raccontarsi senza timore di giudizio, condividere dubbi e scoperte, chiedere consiglio e, allo stesso tempo, offrire la propria esperienza a chi stava muovendo i primi passi.

Non solo “incontri”, ma uno spazio di corresponsabilità e di crescita

Da questa esigenza concreta e condivisa è nata la “Rete delle famiglie affidatarie”: non semplicemente una serie di incontri, ma un luogo di appartenenza. Un tempo dedicato in cui fermarsi, sedersi in cerchio e dare parola a ciò che si vive ogni giorno: le gioie inattese, le piccole conquiste, le paure, le tensioni, le incomprensioni, i progressi che magari solo chi è dentro questa esperienza riesce davvero a comprendere. La cadenza bimestrale degli incontri è diventata così un appuntamento atteso, un punto di riferimento che scandisce il cammino.
Durante gli incontri, il dialogo tra le coppie è aperto e autentico. Non ci sono relazioni formali, ma racconti di vita. Ci si confronta sui percorsi dei bambini accolti, si condividono strategie educative, si cercano insieme chiavi di lettura per situazioni complesse. Spesso basta ascoltare un’altra famiglia per sentirsi meno soli e per ritrovare energie nuove. La rete diventa così uno spazio di corresponsabilità e di crescita reciproca.

Scoprire di non essere soli

Parallelamente, negli spazi adiacenti, i bambini vivono il loro momento. Nella Ludoteca Scotti giocano, si conoscono, stringono amicizie, accompagnati da volontari adolescenti che li affiancano con attenzione e semplicità. Anche per loro questo tempo è prezioso. A scuola, infatti, molti minori in affido si percepiscono come gli unici a vivere una situazione familiare “diversa”; durante questi incontri, invece, scoprono di non essere soli. Incontrano altri bambini che condividono esperienze simili, trovano uno specchio in cui riconoscersi, sperimentano una forma di normalità che rafforza l’autostima e alleggerisce il senso di diversità. Non di rado da questi pomeriggi nascono amicizie sincere, che proseguono anche al di fuori degli incontri.

Un impegno che diventa “istituzionale”

Con il passare degli anni, la Rete ha assunto un valore sempre più riconosciuto anche a livello istituzionale. Gli incontri sono stati inseriti nelle convenzioni stipulate con i Comuni che, attraverso i servizi sociali, affidano alle famiglie minori in situazioni di grave difficoltà familiare. La partecipazione agli incontri è diventata parte integrante dell’impegno delle famiglie, non come semplice adempimento formale, ma come scelta consapevole di camminare insieme, nella convinzione che l’affido sia un’esperienza che si sostiene meglio dentro una comunità.

Autonomia e legami che diventano essenziali

Nei primi anni il gruppo era accompagnato da una psicologa, che ha contribuito a strutturare e consolidare questo spazio di confronto. Successivamente, è maturato tra le coppie il desiderio di autogestirsi, per favorire un clima ancora più libero e paritario, in cui esprimere con franchezza vissuti e riflessioni, anche rispetto al rapporto con i servizi sociali e con l’organizzazione stessa. Questa scelta ha rafforzato il senso di responsabilità condivisa e di fiducia reciproca. Anche durante il difficile periodo dell’emergenza sanitaria da Covid-19, gli incontri non si sono interrotti: pur con fatica, sono proseguiti online, segno della volontà di non disperdere un legame diventato essenziale.

Mai soli

In oltre vent’anni, molte coppie hanno attraversato la Rete, ciascuna con la propria storia e il proprio cammino. Quasi tutte testimoniano di aver trovato nel gruppo un sostegno concreto, soprattutto nei momenti più delicati e complessi dell’esperienza di affido: quando le difficoltà sembrano superare le forze, quando emergono tensioni inattese, quando serve uno sguardo che incoraggi a non arrendersi.
Nella nostra esperienza la Rete delle famiglie affidatarie rappresenta oggi un elemento fondamentale dell’accompagnamento. È uno spazio di fiducia, di solidarietà e di crescita, che contribuisce in modo significativo alla qualità e alla solidità dei percorsi di affido, perché ricorda a ogni famiglia che accogliere è un atto individuale, ma non si è mai soli nel viverlo.

Informazioni e richieste sull’affido familiare

Chiunque volesse approfondire la conoscenza dell’affido familiare e riflettere sulla propria disponibilità a intraprendere questo percorso, può partecipare agli incontri organizzati da Amici dei Bambini
Tutte le informazioni si trovano alla pagina dedicata del sito.