Arriva il salario minimo europeo: in Italia sarà di 1261 € al mese

OK del Consiglio EU alla proposta della Commissione di iniziare l’iter per la definizione di un salario minimo europeo. Una buona notizia per oltre 2 milioni di lavoratori italiani

La storia del salario minimo è lunga e molto diversificata da stato e stato. In Francia, per esempio, esiste dal 1950; in Inghilterra è stato introdotto da Tony Blair nel 1998, in Germania nel 2015. In totale, in Europa, esiste in 22 Stati membri della UE; non in Italia, dove c’è il reddito di cittadinanza, che è cosa leggermente diversa. Per salario minimo, infatti si intende la garanzia di una retribuzione che sia proporzionale al lavoro svolto. Sempre per restare in Italia, il principio è sancito anche nella Costituzione, dove, all’articolo 36 è scritto che ogni lavoratore ha diritto “a una retribuzione proporzionata alla quantità e alla qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia una esistenza libera e dignitosa”. Come è evidente, i parametri sono molto generali e pensati per dar modo ai sindacati delle diverse categorie di avere margine di contrattazione all’interno dei singoli “contratti collettivi” di categoria.

Verso un salario minimo europeo

Ora le cose potrebbero cambiare, perché il Consiglio d’Europa ha accettato la proposta della Commissione dei ministri per il Lavoro e le Politiche Sociali e ha dato il via all’iter negoziale con il Parlamento per arrivare alla definizione di un salario minimo europeo.
Una notizia salutata con particolare positività dal Ministro del Lavoro italiano Andrea Orlando, che ha ricordato come, purtroppo, il mercato del lavoro del nostro Paese sia segnato dalla presenza di “molti lavoratori poveri”. Il salario minimo potrebbe essere “un passo importante nella direzione della costruzione di un’Europa sociale”, ha evidenziato il Ministro all’Ansa. “Credo fermamente che la direttiva in discussione ponga le basi metodologiche corrette per orientare gli Stati membri nell’affrontare” la questione salariale, ha sottolineato il ministro (citando sempre dall’Ansa), evidenziando che in Italia la situazione è “aggravata dai contratti pirata” ed è pertanto cruciale promuovere una “contrattazione collettiva di qualità”.

In Italia il salario minimo europeo potrebbe essere di 1.261 euro al mese

Nel concreto, come detto, il salario minimo, dove attualmente previsto, varia molto: si va dai 1.998,59 euro al mese del Lussembrugo e i 1.614 dell’Irlanda, ai 400 euro della Lituani e i 260,8 euro della Bulgaria. Impossibile, chiaramente, indicare una cifra “minima” che sia unica per tutti i Paesi e, infatti, la proposta della Commissione va nella direzione di definire un minimo che corrisponda al 60% del salario mediano. In Italia, secondi i dati Eurostat, questo salario mediano era di 2.102 euro nel 2018, il che porterebbe a un salario minimo garantito di 1.261 euro al mese, corrispondenti a quasi sette euro l’ora.
Come riporta Europa Today, in un intervento alla tre giorni “Futura”, organizzata dalla Cgil a Bologna, il presidente Inps Pasquale Tridico ha affermato che “oggi sono oltre 2 milioni i lavoratori che lavorano a 6 euro all’ora lordi”. Per tutti loro, dunque, l’introduzione di un salario minimo di questo tipo sarebbe senz’altro una buona notizia.