Caso Bibbiano. Una commissione parlamentare d’inchiesta? Meglio l'”Avvocato del Minore”

Marco Griffini (Ai.Bi.): “La nostra proposta è ancora la più sensata e pragmatica. Le commissioni non servono”

presidente Ai.Bi. è membro consiglio nazionale terzo settoreDopo il drammatico caso di Bibbiano ci si continua a interrogare su quale possa essere la migliore forma di tutela da garantire ai minori in stato di difficoltà famigliare. Così, dopo le voci dei giorni scorsi, il Movimento 5 Stelle chiede ora esplicitamente l’istituzione di una specifica commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema degli affidi.

“Quando si tratta di bambini – si legge sul Blog delle Stelleabbiamo il dovere di mantenerla alta l’attenzione, parlarne e agire. Fare giustizia. Tutti i partiti, compreso il Partito Democratico che vede un suo sindaco coinvolto nell’indagine, votino sì alla nostra proposta di legge che intende istituire una Commissione d’Inchiesta sugli allontanamenti dei minori dalle famiglie e gli affidamenti nelle comunità.(…) Perché probabilmente quello che è successo ai bambini di Bibbiano, in provincia di Reggio Emilia, è solo la punta di un iceberg che noi dobbiamo ancora scoprire e capire”.

Secondo il presidente di Ai.Bi. – Amici dei Bambini, Marco Griffini la via da percorrere, lo ribadisce una volta di più, è quella dell’Avvocato del minore”. Il presidente lo ha detto nuovamente nel corso di un’intervista ad Avvenire con Luciano Moia .

“Non entro nel merito dell’inchiesta – ha detto Griffini – La magistratura farà quanto è necessario. Però passeranno mesi prima che il giudice minorile decida. E i genitori partiranno in condizioni di svantaggio.(…) basterebbe istituire la figura dell’avvocato del minore. Oggi nel nostro diritto minorile, non esiste un legale che si prenda cura del minore fin dall’inizio”.

Oggi, infatti, non è così. “Quando c’è una segnalazione per abusi – si spiega sempre nel medesimo articolo su Avvenire – o per altre situazioni di marginalità, fragilità o altro, arrivano i servizi che poi presentano la loro la relazione al tribunale minorile. A meno che la situazione, sempre a giudizio dell’assistente sociale, risulti così compromessa, da indurre un allontanamento coatto d’urgenza con intervento della forza pubblica (ex articolo 403). La famiglia può nominare un suo legale? Sì, se viene informata del procedimento in corso e se il giudice accetta una CTU (Consulenza Tecnica d’Ufficio)”.

“Invece la nostra proposta – spiega Griffini – prevede la nomina di un avvocato dei minore che fin dall’inizio abbia pieni poteri per la tutela del minore. Deve prendere visione della relazione, può nominare anche suo perito se non è convinto delle conclusioni. E poi si confronta con il giudice per mettere a punto un progetto di affido, nel caso venga confermato l’allontanamento dalla famiglia”.

Al di fuori dell’intervista, in relazione alla proposta di una commissione d’inchiesta, tuttavia, Griffini è scettico. “Commissioni di inchiesta sull’affido non servono – ha detto – quello che servono invece sono proposte concrete per intervenire nei punti realmente critici. E, in tal senso, innanzitutto va rafforzata la tutela dei minori. E qui la proposta più sensata e pragmatica fino a ora letta, tra tutte quelle fatte da chi parla di questo caso, è la nostra. Quella dell’Avvocato del minore”.