Catfishing. Come aiutare i nostri figli a non cadere nella trappola

Il fenomeno del catfishing è un fenomeno online che minaccia i nostri figli. Ecco qualche suggerimento per riconoscerlo e prevenirlo

“Gentilissimi,
non sono molto avvezzo alle nuove tecnologie e alle truffe a cui tutti noi andiamo sempre più incontro, ma recentemente ho letto che molte persone rimangono vittime di catfishing. Essendo padre di una ragazza che passa molto tempo sui social, come posso aiutarla a non cadere vittima di questa tipologia di truffa?”

Il catfishing è una truffa che negli ultimi anni è aumentata esponenzialmente. Come genitore, fa molto bene a preoccuparsi per il rischio al quale può incorrere sua figlia. Tenga presente però che le recenti statistiche segnalano che le vittime sono soprattutto donne in cerca di storie d’amore cercate sui social. Forse però è importante ricordare che cosa è il catfishing.
Il catfishing è l’utilizzo di immagini e di informazioni “prese” da account di social media di altre persone, al fine di creare una nuova o finta identità online. Si utilizza l’identità di un’altra persona come se fosse la propria. I truffatori individuano persone che mostrano fragilità e debolezze facilmente manipolabili. Oltre ai danni psicologici, spesso vengono riportati danni economici e fisici. E’ importante tenere sempre presente che, dal punto di vista legale, il catfishing è un reato. Già solo la dichiarazione mendace di informazioni negli account dei social network è sufficiente per rispondere al reato di sostituzione di persona. L’articolo 494 del Codice Penale contempla tale reato in quanto relazionarsi con una falsa identità online trarrebbe in inganno gli altri utenti che sulle informazioni di quel profilo fanno affidamento. In sostanza, dichiarare informazioni false (es. stato civile, cittadinanza ecc.) viene qualificato già come reato, il quale può essere perseguito d’ufficio e punito con la reclusione fino ad un anno.
L’argomento è sicuramente complesso e deve essere trattato anche su altri livelli. Per i nostri giovani è necessario pianificare forme di educazione all’utilizzo delle nuove tecnologie, partendo soprattutto dal contesto scolastico: la Scuola è il principale ambito di formazione e di educazione e non può più permettersi di essere “impreparata” e in “ritardo”. In secondo luogo, è bene che anche le famiglie si formino e si aggiornino: i Genitori devono interessarsi a queste nuove modalità per stare sul pezzo con i propri figli, altrimenti parlerebbero sempre più linguaggi differenti! Occorre porre l’accento sulla relazione, attraverso il dialogo, stando loro affianco e accompagnandoli con discrezione e con intenzione educativa.

Per noi tutti invece è importante tenere presente queste regole quando si instaura una nuova relazione via social:

  • Analizzare il profilo della persona conosciuta, cercando eventuali discrepanze tra le informazioni riportate. Sospettate di profili dove sono riportate poche informazioni!
  • Verificare i follower del profilo. Leggendo eventuali commenti ai post, questi risultano veritieri e attendibili? I follower hanno “nome e cognome” reali o fittizi?
  • Interagire con metodo, senza lasciarsi trasportare dalle emozioni che ad esempio dei complimenti potrebbero provocarci.
  • Non condividere mai contenuti personali, né foto né video espliciti, piuttosto che dati sensibili. Dubitare all’istante quando le richieste vertono su contenuti sessualmente espliciti, piuttosto che su richieste economiche, anche laddove vi siano promesse di credito e di donazione!
  • Segnalare agli organi competenti la truffa subita, senza esitazione. Chi ha truffato voi, potrebbe aver truffato anche altre persone e farlo nuovamente.

È opportuno che chi è vittima di catfishing si rivolga ad esperti in materia. Essi possono essere un legale, la pubblica sicurezza, l’autorità giudiziaria. Non sottovalutiamo anche le componenti psicologiche; spesso, le vittime hanno bisogno di sostegno per superare i traumi vissuti.

Informazioni

Per informazioni si può visitare la pagina dedicata sul sito Faris. Ma è anche possibile richiedere un colloquio gratuito contattando la mail faris@fondazioneaibi.it