Giornata Internazionale dei bambini scomparsi. Un bilancio drammatico: 22 mila ogni giorno nel mondo, uno ogni due minuti in Europa

Scappano da casa, vengono rapiti o sono sottratti da un genitore. Altri, fuggono da guerre, povertà e catastrofi naturali e una volta messo piede in Europa spariscono nel nulla. Se non accompagnati, rischiano, infatti, di scomparire vittime dello sfruttamento o di subire abusi durante il loro viaggio.

In occasione della “Giornata Internazionale dei Bambini scomparsi”, che si celebra oggi 26 maggio, il pensiero va a tutti i bambini di cui si perdono le tracce, soprattutto ai minori stranieri non accompagnati.

Un dramma che coinvolge ogni anno nel mondo ben 8 milioni di minori, secondo il Centro internazionale per i bambini scomparsi e sfruttati (ICmec).

Un dramma richiamato più volte anche da Papa Francesco. “E’ un dovere di tutti – ha ammonito – proteggere i bambini, soprattutto quelli esposti ad elevato rischio di sfruttamento, tratta e condotte devianti”. Questi bambini scompaiono e vengono poi dimenticati, in massima parte non vengono più ricercati, sia nei Paesi poveri che ricchi, 22 mila ogni giorno nel mondo, uno ogni due minuti in Europa, dove in massima parte le sparizioni riguardano piccoli migranti non accompagnati

Per quanto riguarda l’Italia c’è stato un aumento significativo, negli ultimi anni, perché i bambini stranieri non accompagnati sono aumentati e mancano di punti di appoggio e di protezione.

Intanto questi sono i dati allarmanti: dall’inizio del 2017, più di un bambino al giorno muore nel Mediterraneo. Quest’anno, per adesso, sono almeno 200 i bimbi che hanno perso la vita in quella tratta della morte tra il Nord Africa e l’Italia. Secondo i dati, il numero di persone che intraprende questi viaggi della speranza continua a salire nonostante siano noti i rischi.

Dall’inizio di gennaio al 23 maggio, più di 45.000 rifugiati e migranti sono arrivati in Italia utilizzando la rotta del Mediterraneo, un incremento del 44% rispetto allo stesso periodo nel 2016. I minorenni non accompagnati, invece, sono aumentati del 22%: sono circa 5.500 i giovanissimi che rappresentano circa il 92% di tutti i bambini giunti in Italia via mare.

Per loro Ai.Bi porta avanti Bambini in Alto Mare la campagna per una giusta accoglienza dei migranti più fragili.

Bambini in Alto Mare nasce a ottobre 2013, a seguito del terribile naufragio al largo di Lampedusa, in cui morirono 366 persone (tra i superstiti c’erano 41 minori). Da quel momento le partenze, gli arrivi e, purtroppo, le tragedie in mare non si sono mai fermati.

Ai.Bi., che opera da anni a fianco dell’infanzia abbandonata, non poteva restare indifferente di fronte a questa tragedia umana; il suo impegno con il progetto BAM è quello di garantire ai minori stranieri non accompagnati il diritto ad un’accoglienza giusta, se possibile, in famiglia.

In Italia, grazie alla campagna “Bambini in Alto Mare” e in collaborazione con prefetture, comuni, parrocchie e associazioni locali, Ai.Bi. garantisce una “giusta” accoglienza, basata su un modello di tipo familiare, a minori non accompagnati, madri sole e famiglie di profughi con bambini piccoli.

Grazie al Sostegno a Distanza:

Con 15 euro assicuri 1 kit prima pappa (piatto, biberon, posate, ciuccio)

Con 35 euro garantisci un paio di scarpe ad un minore straniero non accompagnato

Con 60 euro garantisci un cambio di vestiti a una mamma migrante (abiti e intimo)

Con 102 euro doni una retta mensile per la mensa scolastica ad un minore straniero non accompagnato. Attiva Adozione a Distanza

Fonte: radio vaticana.it; rainews