Il Marocco è riuscito a ridurre il tasso di bambini al lavoro

In 20 anni il numero di bambini lavoratori è diminuito del 90%, grazie al lavoro della società civile, la politica e le associazioni. Ma tanto rimane ancora da fare, anche con l’aiuto del sostegno a distanza

Poco più di 20 anni fa, precisamente nel 1999, l’istituto nazionale marocchino di statistica (HCP) certificava che nel Paese vi fossero un totale di 517 mila bambini tra i 7 e i 14 anni che lavorassero. Un numero pazzesco, segno di un sistema in grande difficoltà che richiedeva lo sforzo di tutti per poter cambiare rotta.

Diminuito del 90% il numero dei bambini lavoratori in Marocco

Per fortuna, da allora molto è stato fatto, sicuramente grazie alla buona volontà della società civile, dei tanti operatori che, come Ai.Bi., da tempo portano avanti molti progetti sul territorio in favore dei bambini e delle famiglie, ma anche e soprattutto grazie agli investimenti da parte dello stato marocchino nelle infrastrutture scolastiche e in politiche pubbliche di sviluppo che hanno permesso il raggiungimento di un tasso di scolarizzazione del 99,5% alle scuole elementari; dell’ 89,7% alle medie e del 65,8% alle superiori.

A conferma di come innalzamento dell’istruzione e abbattimento del lavoro minorile siano strettamente connessi, ad oggi quello spaventoso numero datato 1999 è stato abbattuto di più del 90%.


Il lavoro ancora da fare per far sì che non ci siano più bambini lavoratori

Una notizia sicuramente positiva, ma che non deve far dimenticare come, nonostante gli sforzi, siano ancora molti le ragazze e i ragazzi impiegati nel settore del lavoro domestico e informale, spesso a discapito della loro istruzione.
Ecco perché è importante non mollare la presa e continuare a insistere sui progetti rivolti ai minori. Progetti portati avanti da Ai.Bi. e i suoi partner locali (Ai.Bi. è attiva in Marocco con progetti di cooperazione allo sviluppo del 1992 e dal 2006 con interventi di adozione e sostegno a distanza) per migliorare le condizioni di vita dei minori e adolescenti accolti in quattro istituti.a cui chiunque può partecipare grazie al sostegno a distanza: con soli 25 euro al mese, meno di un caffè al giorno, si può regalare una speranza ai bambini e le famiglie del Marocco.

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