L’intervento. “Aiutiamoli a casa loro? Non sia solo una forma furba per negare soccorsi”

Cooperazione e sostegno a distanza un supporto reale. L’esempio di “Africa in famiglia” di Amici dei Bambini

sì ai progetti di cooperazione internazionale in AfricaA che cosa servono, che senso hanno gli enormi sviluppi tecnico-scientifici ed economici conseguiti in questo ultimo secolo se non siamo capaci di affrontare i drammi che stanno oltre il Mediterraneo e da cui inevitabilmente di dipende il futuro delle nostre invecchiate civiltà?”. Se lo chiede, a proposito del dramma delle migrazioni del continente africano, il manager Alberto Mattioli in un interessante articolo di opinione pubblicato su Avvenire.

Per cominciare – scrive ancora Mattioli – dobbiamo riconoscere e ringraziare i tanti missionari laici e religiosi, i tanti giovani che si prodigano per portare soccorsi e futuro, riscattando la nostra indifferenza e cinismo. I buoni samaritani del nostro tempo non sono nemici, ma ridanno senso alla nostra esistenza, alle nostre anime e alle nostre leggi. È ora che lo slogan ‘aiutiamoli a casa loro’ non sia più una furba formula per negare soccorsi e spazi qui da noi, ma un reale piano politico ed economico di sostegno allo sviluppo”.

E allora torna, ancora una volta, nel dibattito il tema della cooperazione. Il tema di un supporto reale e corretto ai figli dell’Africa, per cui la migrazione troppo spesso è una scelta obbligata, una scelta impossibile da evitare. Anche se i tanti volontari che operano in quelle zone si danno da fare per remare in senso contrario alla corrente.

Una delle forme di cooperazione più importanti, in tal senso, è quello del sostegno a distanza (il supporto a comunità locali) o l’adozione a distanza, rivolta al sostegno di un singolo minore. Formule che una realtà come Ai.Bi. – Amici dei Bambini, realtà in prima linea nel mondo contro la lotta all’abbandono dei bambini, porta avanti da anni in Congo, in Ghana, in Marocco e in Kenya con la campagna #Africainfamiglia.

Si pensi che, dei circa 140 milioni di bimbi orfani nel mondo, quelli africani, rimasti senza genitori a causa di guerre, disastri naturali, siccità, carestia e malattie, sono ben 100. Sono bambini che, con l’adozione o il sostegno a distanza, possono davvero essere aiutati “a casa loro”. Aiutati a costruire, mattone dopo mattone, il proprio futuro e il futuro della propria terra. Nella quale hanno il diritto di poter continuare a vivere