Monopattini elettrici in sharing in sosta

Monopattini elettrici: cosa succede dopo l’entrata in vigore dell’obbligo di targa?

Dal 16 maggio è scattato l’obbligo di targa per i monopattini elettrici. Si segnalano le prime criticità, soprattutto per i servizi di sharing, e le prime sanzioni

A una settimana dall’entrata in vigore dell’obbligo di targa per i monopattini elettrici, il settore si trova a fare i conti con i primi problemi operativi e i primi controlli. Dal 16 maggio 2026, infatti, il contrassegno identificativo è diventato obbligatorio per i monopattini privati, insieme alla copertura assicurativa che scatterà dal 16 luglio (ricordiamo, invece, che dal dicembre 2024 è già in vigore l’obbligo di indossare il casco). Per la circolazione senza targa sono previste sanzioni da 100 a 400 euro.

Le nuove regole per le targhe dei monopattini elettrici

La nuova norma non riguarda solo i mezzi di proprietà privata, ma ha effetti anche, e soprattutto, sul mondo dello sharing nelle città, dove le società che gestiscono i monopattini a noleggio segnalano tempi stretti, pratiche ancora inevase e difficoltà nell’adeguamento delle flotte. In particolare, il nodo più delicato riguarda il rilascio materiale dei contrassegni e la necessità di far coincidere l’obbligo con mezzi già in servizio, senza interrompere il servizio di mobilità condivisa. C’è, inoltre, anche chi segnala come la targa adesiva plastificata non sia la soluzione ideale perché fatica a rimanere attaccata su superfici come il parafango posteriore o il piantone dello sterzo.
Per chi non si adegua (a questa come alle altre regole già previste dal Codice della strada che impone limiti di velocità, divieto di circolazione in aree non consentite e rispetto delle norme locali sulla sosta e sull’uso del mezzo), le sanzioni possono arrivare fino a 400 euro, con conseguenze più pesanti nei casi di mezzi non conformi o di situazioni aggravate.

Sanzioni già scattate

I controlli sono già iniziati e in alcuni casi sono state contestate violazioni legate all’assenza della targa o ad altri obblighi previsti dalla normativa. Le segnalazioni arrivano soprattutto dalle prime giornate di applicazione delle nuove regole, mentre le forze dell’ordine stanno ancora uniformando le modalità di verifica sul territorio.
Resta però aperto il tema dell’effettiva disponibilità dei contrassegni e della capacità del sistema di assorbire, in tempi rapidi, tutte le richieste arrivate nei mesi precedenti. È proprio questo scarto tra norma e operatività a rendere il passaggio alla nuova disciplina uno dei più delicati per la micromobilità urbana.