Caro carburante: verso la proroga del taglio delle accise

Attesa per il decreto carburante che dovrebbe essere deciso nel Consiglio dei Ministri di venerdì 22 maggio: il governo verso la conferma del taglio delle accise per contrastare i rincari su benzina e diesel

Si attende per il Consiglio dei ministri del 22 maggio la decisione sul decreto carburanti, che dovrebbe confermare la proroga del taglio delle accise sui carburanti in scadenza in questi giorni. La misura, già estesa una prima volta fino al 22 maggio con un decreto ministeriale, resta uno dei principali strumenti con cui il governo ha cercato di su benzina e diesel.
La proroga si inserisce nel quadro degli interventi adottati per calmierare i prezzi alla pompa, dopo le tensioni sui mercati energetici e l’aumento dei costi legati alla situazione internazionale che, nonostante il passare del tempo e i tanti proclami, è ancora in una fase di stallo di cui non si intravede la fine.
Secondo le ricostruzioni diffuse in questi giorni, l’esecutivo dovrebbe valutare ancora una volta il rinnovo del taglio, confermando così il sostegno già attivo nelle settimane precedenti.

Cosa può decidere il governo

Il nodo principale riguarda la continuità della misura oltre la scadenza del 22 maggio e il reperimento dei fondi necessari (il primo decreto carburanti aveva un valore complessivo di 527 milioni di euro). Il decreto ministeriale già in vigore ha confermato aliquote di accisa ridotte su benzina, gasolio, GPL e metano fino a quella data, ma ora l’attenzione è tutta rivolta alla riunione del Consiglio dei ministri, da cui potrebbe arrivare una nuova proroga.
Le ipotesi in campo riguardano soprattutto la conferma dello sconto attuale, con l’obiettivo di evitare un rialzo immediato dei prezzi al distributore (senza il contributo del governo, i prezzi arriverebbero a superare i 2 euro al litro per la benzina e i 2,2 euro per il diesel). La misura viene considerata importante sia per gli automobilisti sia per i settori economici che dipendono in modo diretto dal costo del carburante, a partire dai trasporti.

Un sostegno ancora molto atteso

Il taglio delle accise è stato introdotto il 19 marzo 2026, meno di 20 giorni dopo l’inizio della guerra in Iran e il blocco dello stretto di Hormuz, come risposta temporanea all’aumento dei prezzi e alle tensioni internazionali che hanno inciso sul mercato energetico.
Sulla bontà dell’intervento, ci sono diversi analisti che sottolineano come calmierare in maniera “artificiale” i prezzi non sia la mossa migliore da fare in quanto, in qualche modo, si incentivano i consumi in un momento in cui sarebbe più auspicabile ridurli; dall’altro lato è innegabile che il taglio diretto delle accise incide in modo concreto sulla spesa quotidiana di tante famiglie e imprese e, per questo, c’è molta attesa per la decisione del Consiglio dei Ministri.