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Dal sardo al brasiliano: non immaginate quante parole in comune ci siano!

Sia io che mio marito siamo negati con le lingue straniere,meno male che il brasiliano ha molte parole in comune con il nostro dialetto!!!!(sardo)…Noi una settimana fa abbiamo battezzato un bimbo peruviano di 10 anni arrivato in Sardegna a maggio ci ha scelto lui come didini ed è stato bellissimo ed emozionante! In effetti ora parla perfettamente l’italiano e i genitori per lo spagnolo hanno scaricato un applicazione da internet! sono tutte ansie da “attesa”!

Adozioni internazionali. Aldo Di Biagio (AP): “Ecco le premesse per migliorare la disciplina delle adozioni”

Nella stabilità con l’emendamento n.  25.48 ed il  sub emendamento 20.0.1000/17 a mia prima firma – dice Di Biagio – , tutti afferenti l’esigenza di un miglioramento alla vigente disciplina in materia di adozioni internazionali, si è voluto dare un segnale di attenzione e di volontà di rinnovamento alle coppie adottive e a tutte le famiglie direttamente coinvolte veicolando un messaggio di vicinanza e la testimonianza di un lavoro al servizio delle famiglie che in questo anno sono state messe a dura prova sotto più profili“.

Milano. “Se il Cam chiude, i miei figli dove andranno?” Le ansie di una mamma che forse non conosce l’affido familiare

“Nei mesi scorsi ho appreso con tanta amarezza che il vostro centro qualificato chiudeva. Mi sono subito preoccupata per i miei figli. Dove andranno? Inizia così la lettera che la mamma di alcuni bambini attualmente ospitati dal Centro Assistenza Minori di Milano ha scritto all’inizio di novembre ai vertici della struttura.

Nepal. A 7 mesi dal terremoto è ancora emergenza: “Ogni notte mi raggomitolo su una tavola di legno con mio marito, i due bambini e mia sorella più piccola”.

A quasi 7 mesi da quel terribile 25 aprile, come vivono i nepalesi? Sono tornati nelle loro case? Hanno alloggi caldi e confortevoli? I bambini vanno a scuola? Hanno accesso ad acqua corrente pulita e al sicuro da infezioni e contaminazioni?  No, niente di tutto questo. La situazione delle vittime del terremoto a sei mesi da quel terribile giorno continua ad essere drammatica, ma sembra che non faccia più notizia e al di là di alcune testate on line straniere, i media italiani ne parlano sempre meno.

Aprirsi al dono di un bambino abbandonato senza avere paura del domani

Le Letture della XXXIII e ultima domenica del Tempo Ordinario ci parlano del tempo della fine, delle ultime cose. Realtà che spaventano l’essere umano che ormai preferisce non fermarsi a riflettere su di esse. Ma non le deve temere se si affida davvero a Gesù, Colui che ha donato la propria vita per garantire  la Salvezza a chi ha scelto il bene.

E’ voglia di adozione internazionale: l’accoglienza si fa strada tra incontri, seminari e desiderio di famiglia

E’ voglia di adozione. A dimostrarlo sono non solo le coppie che si rivolgono sempre più frequentemente ad associazioni, gruppi di famiglie ed enti per chiedere informazioni, “sbirciare” e  cominciare a respirare l’aria di accoglienza. Ma, per fortuna, sembra esserci anche un risveglio e una maggiore attenzione anche da parte di enti pubblici e privati che  organizzano eventi, seminari, incontri e convegni proprio con la finalità di rispondere alle curiosità delle coppie “principianti”, alle perplessità delle più timide e/o per supportare quelle che ha già preso il “coraggio” in mano e stanno intraprendendo il lungo e avventuroso iter dell’adozione. 

“Quanti sono i minori fuori famiglia in Italia?” Biondelli (Sottosegretario al Lavoro e alle Politiche sociali) “Mancano i dati”. Brambilla (Presidente Commissione Infanzia) “Colpa delle Regioni”

Quanti sono esattamente i minori fuori famiglia? Quanti quelli che sono accolti da una famiglia affidataria e quanti invece quelli che vivono nelle comunità educative? Domande semplici a cui basterebbe rispondere con un censimento che faccia il punto della situazione su scala nazionale e regione per regione. Ma avere questi dati aggiornati è quasi impossibile: un arcano, un mistero frutto di superficialità e, probabilmente, di poco interesse da parte delle istituzioni pubbliche. Risultato? Dati incompleti, disomogenei e soprattutto non aggiornati. Dalle Regioni, infatti, arrivano informazioni frammentarie per cui non è ancora possibile pubblicare dati nazionali sui minori fuori famiglia completi, aggiornati al 2013 e confrontabili con quelli degli anni precedenti.