La locandina della proiezione del film per un po cui segue dibattito con il regista e il forum delle associazioni familiari

“Per un po’”, il film che racconta l’affido oltre i 18 anni

Dal romanzo autobiografico di Niccolò Agliardi una storia di legami fragili e necessari. Venerdì 6 marzo, al cinema Farnese di Roma, la proiezione seguita dal dibattito con il regista e il Forum delle Famiglie

C’è una storia di fragilità, perdita e rinascita al centro di Per un po’, il film diretto da Simone Valentini e tratto dall’omonimo romanzo autobiografico di Niccolò Agliardi. Un’opera (con produzione a cura di Twister Film e A.B film, ditribuito da da FilmClub Distribuzione) che porta sul grande schermo il tema dell’affido familiare e, soprattutto, il delicato passaggio alla maggiore età per tanti ragazzi cresciuti in comunità.

Niccolò Agliardi

Cantautore e autore tra i più apprezzati della scena italiana — premiato con il Golden Globe per la canzone Io sì (Seen) insieme a Laura Pausini e Diane Warren – Agliardi è anche padre affidatario; un’esperienza che ha scelto di raccontare pubblicamente negli anni, tra libri, interviste e incontri di sensibilizzazione.

Il film nasce proprio dalla sua storia personale. Da una parte c’è Nic, un uomo che ha perso la compagna con cui aveva iniziato il percorso di affido. Dall’altra Federico, ragazzo cresciuto in casa famiglia che, appena compiuti 18 anni, entra in affido grazie al cosiddetto “prosieguo amministrativo”. Un incontro complicato, fatto di incomprensioni e avvicinamenti, dove il rapporto tra i due sembra sempre ripartire — come dice il protagonista — “dall’ultima litigata”.
Nic e Fede non si chiamano mai per intero: i loro nomi restano sospesi, incompleti, proprio come il loro legame. Sono padre e figlio “per un po’”, in una casa che lascia spazio ma non promette eternità: un soppalco in salotto al posto della stanza, pochi oggetti, nessun armadio vero. È la metafora di un affido che nasce con una scadenza, ma che può cambiare profondamente la vita di chi lo vive.
Il film mette al centro proprio il senso del prosieguo amministrativo: la possibilità per un ragazzo che compie 18 anni ma non ha una famiglia solida alle spalle di continuare a essere accompagnato da educatori o genitori affidatari. Una misura fondamentale, perché diventare adulti non significa automaticamente essere pronti a esserlo. Nel “non lo so” che Federico ripete davanti agli assistenti sociali c’è tutta l’incertezza di chi non è ancora pronto a camminare da solo.

Proiezione e dibattito

Come detto, su questi temi Agliardi è impegnato da tempo a raccontare la sua esperienza e a sensibilizzare il pubblico (ricordiamo con piacere, per esempio, la serata L’affido familiare è (in)finito?, organizzata da Ai.Bi. a Milano nel marzo del 2024).
In quest’ottica si inserisce la proiezione del film organizzata per venerdì 6 marzo, alle ore 19.00, presso il Cinema Farnese (Piazza Campo de’ Fiori 56, Roma). Al termine del film, infatti, seguirà un dibattito con il regista Simone Valentini, Cristina Riccardi, Vice Presidente del forum delle Associazioni Familiari e Marzia Masiello dell’ufficio di Presidenza di Ai.Bi .Amici dei Bambini. L’iniziativa si tiene in collaborazione con il Forum delle Famiglie, voluto da Agliardi come interlocutore proprio nella sensibilizzazione verso l’affido familiare.
“Siamo molto lieti di poter accompagnare il film tratto dal Romanzo omonimo di Niccolò Agliardi, che è stato già nostro ospite all’apertura della Biennale dell’Accoglienza del Progetto CASA a Milano nel mese di novembre – ha dichiarato Adriano Bordignon, Presidente del Forum. Un film essenziale per chi ha avuto esperienze di affido e di adozione e in generale per chi vuole cogliere, attraverso l’arte e la sua bellezza, gli aspetti generativi dell’essere famiglia, attraverso la possibilità di abitare relazioni e di essere umani oltre ogni cliché. Un film di speranza e di realtà che camminano di pari passo”.
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