Dagli anni ’70, sempre più maschi e sempre meno femmine

Secondo i dati, nel mondo, c’è un enorme differenza numerica tra maschi e femmine. Si tratterebbe di milioni di bambine non nate dagli anni ’70

Un gender gap notevole quello che si registra tra i maschi e le femmine. Un divario che risulta particolarmente evidente in Cina e India.
Questa differenza numerica non dipenderebbe da una selezione naturale ma da una scelta.

L’analisi dei ricercatori

Secondo gli studi, si tratterebbe di un fenomeno demografico globale in corso a partire dagli anni ’70.
Lo sbilanciamento di genere si sarebbe registrato a partire in particolare in 12 Paesi del mondo: India, Cina, Albania, Armenia, Azerbaijan, Georgia, Hong Kong, Corea del Sud, Montenegro, Taiwan, Tunisia e Vietnam.
Questa differenza numerica tra nuovi nati maschi e femmine si è allargato sempre di più nel corso degli anni. Una crescita non solo numerica, ma anche per quanto riguarda gli aspetti economici e sociali.

Una scelta, non una selezione naturale

Come scritto sopra, questo fenomeno non è la conseguenza di una selezione naturale, ma di una scelta. Infatti, a quanto pare, gli aborti sono molto più numerosi quando si ha che fare con una potenziale figlia.
Statisticamente, ogni 100 neonate nascono 103-107 neonati maschi.
Il fenomeno della selezione del nascituro in base al sesso sarebbe da attribuirsi anche all’aumento di matrimoni tardivi nei quali è ridotta la possibilità di avere più figli. In questi casi, le coppie privilegerebbero il figlio maschio.

La situazione in Cina e India

Ricercatori della National University of Singapore hanno analizzato i dati demografici di 202 Paesi, e la differenza numerica di genere più evidente si è riscontrata in Cina e in India.
Secondo i dati, dal 1970 al 2017 sarebbero 11,9 milioni le bambine mai nate, mentre in India la cifra si aggira oltre 10 milioni.
Nel 2005, in Cina, ci sono state 100 nascite di bambine ogni 118 nascite di maschi.
E ora che i ragazzi di quella generazione stanno raggiungendo l’età riproduttiva, questo dislivello comincia a farsi sentire, tanto che la popolazione sta crescendo a fatica, nonostante sia stata abolita la politica del figlio unico.