Quando non c’è testamento è possibile per gli eredi lasciare parte della eredità in lasciti solidali?

Cara Ai.Bi.

nostra madre, molto anziana e da tempo malata, ci ha purtroppo lasciati in questi giorni. Non è semplice per noi figli, ma in queste situazioni è necessario pensare anche agli aspetti pratici.

Ecco che, allora, vi scrivo per porvi una domanda: a chi spetta l’eredità quando non c’è un testamento?

Noi eredi vorremmo infatti lasciare parte della eredità in lasciti solidali e ci chiedevamo se fosse possibile.

Un caro saluto,

Giancarla

Buongiorno Giancarla,

Se chi muore non ha pensato di scrivere un testamento, l’eredità andrà a beneficio delle persone che nel Codice civile sono previste e ciò cambierà anche in funzione della composizione della famiglia del defunto. Se una persona non è né coniugata né ha figli può decidere di devolvere l’intero patrimonio a chi vuole. Se non si decide nulla, verranno chiamati eventuali fratelli e genitori, e poi a cascata anche parenti più lontani fino al sesto grado, mentre – in mancanza di questi – sarà lo Stato a ereditare.

Ma vediamo gli altri casi.

Il coniuge e i figli hanno un diritto che non può essere sacrificato da nessuna decisione contraria. Se chi muore è spostato ma non ha figli, al coniuge spetta il 100%; se c’è un figlio la ripartizione sarà del 50% ciascuno a coniuge e figlio; nel caso di più figli la ripartizione sarà 1/3 il coniuge e 1/3 ciascuno due figli, mentre se i figli sono più di due, dovranno dividersi tra loro i 2/3 del patrimonio.

Queste proporzioni senza considerare lasciti a terzi.

Esiste tuttavia il diritto di ogni persona di disporre a proprio piacimento 1/3 del patrimonio, e in quel caso i 2/3 restanti dovranno essere ripartiti tra eventuali coniuge e figli in base a proporzioni stabilite dalla legge.
Nessuno, poi, è obbligato ad accettare l’eredità e quindi, nel caso in cui gli eredi legittari e legittimi, rinuncino, il patrimonio si divide fra i discendenti entro il sesto grado (secondo vari criteri), mentre, ancora una volta, in assenza di eredi che abbiano accettato, subentra lo Stato.

Come visto, sia per la quota di 1/3 sempre disponibile e sia per il rischio di eventuali rinunce, è importante decidere come voler destinare i propri risparmi per realizzare attività solidali.

Nel decidere come devolverli per utilizzarli al meglio, si è liberi di fare un lascito entro il valore di 1/3 del patrimonio, moninando ad es. una Associazione di fiducia, come coerede, oppure anche decidere che ad essa vada una somma già indicata (sempre non superiore a 1/3 del valore totale del patrimonio) e in questo caso si tratterà di un “legato” che dovrà essere materialmente pagato dagli eredi all’associazione beneficiaria.

In tutti i casi è sicuramente preferibile fare un testamento con il supporto di un Notaio, evitando di scriverlo da soli, perché altrimenti si rischia di ledere le quote di chi ha diritti non comprimibili, con la conseguenza che potrebbero seguire contestazioni e dunque allungare i tempi della successione, con ostacolo ai diritti dei familiari e ritardi nella realizzazione delle opere solidali prescelte.

Quando gli eredi ereditano senza che ci sia un testamento, per le regole del Codice civile, saranno inoltre e comunque liberi di rispettare eventuali volontà che il familiare defunto avesse per esempio non scritto ma comunicato a voce, così da rispettare le sue volontà, non “giuridiche” ma “morali”: se uno o più eredi vogliono fare delle donazioni, possono farlo come qualsiasi altra persona, ma non rientra tra le regole dei lasciti “mortis causa” ma lasciti tra vivi.

Potranno cioé, dopo che si concluda la successione e pagate le tasse previste sulla loro eredità, fare delle donazioni in vita che saranno oggetto di detrazione fiscale come per legge per il singolo che ha donato.

Per informazioni, scrivere a lasciti@aibi.it