Ritorno alle origini. “Mio figlio sogna di fare un viaggio nel Paese in cui è nato: devo preoccuparmi?”

Quella della ricerca delle proprie origini è una domanda che molti figli adottivi affrontano nel corso della loro vita. Come comportarsi quando in nostro figlio sorge questa esigenza?

Vorrei partire da una riflessione: non è sempre facile per i figli poter condividere il desiderio di ritorno alle origini. Da questo mi soffermerei a valutare diversi aspetti. I ragazzi, nei confronti di un passato spesso indefinito rispetto al quale cercano risposte, vivono un misto di curiosità ed emozioni forti che risvegliano ferite e mancanze. A questo, si aggiunge il sentimento di lealtà nei confronti della famiglia attuale che li ha accolti e il timore di provocare delle ferite, causare dispiacere o mettere in imbarazzo condividendo i dubbi e ponendo domande sul proprio passato.
Per questo, il primo aspetto che mi sembra rilevante sottolineare è la libertà che sperimenta suo figlio nel condividere questo desiderio e la confidenza nel poterlo raccontare come un sogno. Si tratta di un indicatore del livello di accoglienza della sua storia e di tutto ciò che essa comporta, comprese le vostre possibili preoccupazioni. È un segno che vi sente vicini nel suo cammino di ricerca di identità.

Speranze, attese e paure convivono insieme

La seconda riflessione guarda proprio il vissuto che lei ci porta con il suo quesito: sentendo una tale richiesta è possibile e plausibile che si vivano e si sperimentino delle emozioni forti, a volte contrastanti, sicuramente degne di essere considerate e comprese. Può esserci la paura di perdere l’affetto, l’impossibilità di prevedere ciò che vostro figlio potrà scoprire, la sensazione di precarietà nei confronti di un passato sul quale si chiede chiarezza, l’eventuale contatto o legame che si potrebbe instaurare con la famiglia d’origine. E soprattutto c’è la consapevolezza della possibilità per il figlio di incorrere in delusioni e difficoltà da cui si vorrebbe proteggerlo.

Un passaggio che si può fare è riflettere su cosa cela e simboleggia il sogno del paese d’origine: possiamo affermare che tale desiderio si colloca all’interno del percorso di ricostruzione del proprio passato e della propria storia. Soprattutto in adolescenza, tale richiesta si lega a una ricostruzione delle proprie origini per facilitare il percorso di costruzione della propria identità. Si possono cercare informazioni mancanti o ricordi che attendono una conferma. Spesso è un viaggio nel quale si dà una nuova definizione al proprio vissuto, che si arricchisce di nuove sfumature e di senso.
Ma questa domanda coinvolge anche voi riportandovi all’inizio della vostra storia come famiglia, a un incontro che è andato al di là di un bisogno da colmare o di un gesto d’amore da compiere. Si colloca nel punto in cui c’è stato l’inizio di un cammino condiviso, non solo con quel bambino, ma anche con la storia della sua famiglia che è entrata nella storia della vostra famiglia, per essere una cosa sola.
Mi auguro che tali riflessioni possano essere un ulteriore tassello per accogliere il “sogno” di vostro figlio, ma anche e soprattutto per guardare le vostre emozioni e cercare di leggerle con serenità.

Dott.ssa Cristina Micheletti
psicologa di Ai.Bi. sede di Macerata