La scelta di diventare genitori adottivi. Incertezze e paure prima dell’abbinamento

Quando una coppia si avvicina al momento dell’abbinamento con il minore da adottare, spesso vive un momento di incertezza. Ma la costruzione della genitorialità inizia già prima dell’arrivo del figlio, con il desiderio, e si sviluppa a un livello ideale per poi delinearsi sul piano reale

Molte coppie adottive vivono momenti di ambivalenza durante il percorso, anche a causa dei tempi di attesa spesso lunghi che possono provocare momenti di tensione, ansia e stasi emotiva.

La formazione per le coppie adottive

Nell’accompagnare le coppie adottive è fondamentale lavorare in modo approfondito sulla formazione rispetto alle differenti problematiche che l’accoglienza di un bambino in stato di abbandono porta inevitabilmente con sé, in modo da fornire gli strumenti necessari alle coppie per valutare la propria motivazione e affrontare il percorso con serietà e consapevolezza.

“Ci penseremo quando arriverà il momento”

Una frase ricorrente per gli aspiranti genitori che si trovano in questa situazione di incertezza è: “ci penseremo quando arriverà il momento della segnalazione”.
Tale affermazione è però segnale di un atteggiamento rischioso perché rimanda il momento del confronto con un piano di realtà che può non favorire il lavoro di apertura emotiva necessario prima dell’arrivo di un bambino. La costruzione di un ruolo genitoriale si struttura certamente con l’arrivo di un figlio, ma inizia con il desiderio e si sviluppa prima su un piano ideale per poi delinearsi solo in un secondo momento sul piano reale.
È ciò che succede nella gravidanza biologica, nella quale il tempo dell’attesa predispone la coppia ai cambiamenti necessari all’accoglienza, sia per quanto riguarda una crescita interna, in cui predisporre uno spazio nuovo all’interno della coppia, sia per quanto riguarda gli aggiustamenti logistici e organizzativi, relativi per esempio alla strutturazione di spazi fisici (in casa) e di tempo, che risultano fondamentali da offrire a un bambino e che spesso richiedono modifiche alla propria routine di vita e lavorativa.

Il tempo dell’attesa dell’adozione

Il tempo dell’attesa nell’adozione è meno definito e spesso molto più lungo rispetto a una genitorialità biologica, ma non meno importante ai fini di una preparazione adeguata per l’accoglienza di un figlio, che porterà con sé grandi elementi di diversità da integrare nella propria famiglia. Come se il futuro genitore avesse la responsabilità del bambino che arriverà, ancor prima del suo arrivo effettivo. Molte persone lavorano per arrivare al momento dell’abbinamento e nell’adozione internazionale questo è ancora più impegnativo e coinvolge procedimenti complessi, sia in Italia sia nei paesi di origine dei bambini.
Arrivare all’abbinamento e rifiutarlo si configura come una grande sconfitta per tutti, ma soprattutto per quel bambino che si trova in stato di abbandono e che rischia di perdere quell’occasione, spesso unica, di trovare finalmente una famiglia.

Francesca Berti, Psicologa Psicoterapeuta – Sede di Firenze Ai.Bi. Amici dei Bambini