Roè Volciano, al Pan di Zucchero la merenda è una palestra di convivenza

Il racconto di una volontaria de “Il Pan di Zucchero” di Roè Volciano (BS): l’accoglienza e la condivisione che creano legàmi duraturi. Perché il tempo passato insieme lascia il segno!

C’è un momento preciso, ogni martedì, giovedì e venerdì pomeriggio, in cui le regole scritte appese al muro del centro per la famiglia “Il Pan di Zucchero” di Roè Volciano diventano vita quotidiana: è il momento della merenda. Non è solo una pausa tra i compiti e il gioco, ma un esercizio di cittadinanza e condivisione che coinvolge bambini e volontari in un progetto di supporto educativo e sociale fondamentale per il territorio.
Il Pan di Zucchero è un centro doposcuola rivolto ai ragazzi delle elementari e delle medie, nato per offrire un approdo sicuro, supporto didattico e occasioni di socialità. Gestito in collaborazione con le educatrici della cooperativa Area, il progetto di Amici dei Bambini conta su una rete di volontari che rappresentano il vero motore logistico e affettivo della struttura. E la solidarietà passa anche per la merenda e il gioco di squadra.

Una “nonna” speciale per nove bambini

Flora è una delle colonne portanti del giovedì pomeriggio. La sua giornata tipo inizia alle 15:30, quando va a scuola per recuperare i bambini all’uscita e recarsi con loro al Pan di Zucchero. Resta con i bambini e le altre operatrici fino alle 18:00, quando è il momento di riaccompagnarli a casa. “All’inizio di questo progetto – racconta – c’ero già, ma potevo dare solo un apporto limitato perché ancora lavoravo. Oggi, invece, sono in pensione. Ho scelto di dedicarmi ai bambini delle elementari: per loro mi sento un po’ una nonna e anche loro credo mi percepiscano così.”
Il gruppo seguito da Flora è composto da nove bambini, tutti di origine straniera – Nord Africa, Nigeria, Cina – alcuni dei quali nati in Italia. Un mosaico di culture che nelle attività pomeridiane trova un terreno comune di crescita e nell’accoglienza un momento sereno per proseguire le giornate.
“È molto più di un doposcuola, al Pan di Zucchero c’è possibilità di crescere e socializzare” – spiega la volontaria. “I bambini si confrontano con chi è più grande di loro e con chi è diverso. Così imparano a collaborare anche se frequentano classi o sezioni differenti.”

Uno spazio in cui ascoltarsi

Al Pan di Zucchero, come dicevamo, le regole sono chiare: rispettare tutti, non dire parolacce, avere cura dei materiali e non sprecare il cibo. E se non finisci la merenda, la porti a casa. Valori che vengono trasmessi con naturalezza dai veterani ai nuovi arrivati, ai quali è mostrato il famoso ‘decalogo’ appeso alle pareti.
Il cuore pulsante del pomeriggio è la condivisione della merenda, allestita grazie alla generosità di genitori che preparano torte e pizze. A volte c’è anche una bibita, ma per lo più acqua. Spuntini semplici che ricordano quanto sia bello che qualcuno prepari una merenda apposta per te.
“È un momento di grande intimità, dove bambine e bambini si sentono a loro agio” – prosegue Flora. “C’è un calendario per la preparazione del tavolo: ogni giorno due ‘camerieri’, un maschio e una femmina, si occupano di apparecchiare e sparecchiare. In quella mezz’ora si parla di tutto: di un litigio avvenuto a scuola, dei propri desideri. È uno spazio libero dove i bambini imparano ad ascoltarsi.”

Legàmi che restano

Nonostante l’entusiasmo, il centro deve fare i conti con il numero dei volontari. Attualmente il servizio di trasporto e assistenza è garantito da poche persone, ma si sente la necessità di allargare le fila di chi voglia offrire del tempo per i bambini.
I legami che si creano al Pan di Zucchero non si spezzano con la fine del ciclo scolastico.
“Spesso chi ha frequentato le elementari con noi resta anche per le medie. Anche se non li seguo più direttamente, mi capita di incontrarli al supermercato o per strada” – conclude Flora. “Uno di loro, che ora è alle medie, tempo fa mi ha incontrato e mi ha regalato un lecca-lecca! Questi piccoli gesti sono la prova che qui si sentono accolti e che il tempo passato insieme lascia il segno.”
Mentre fervono i preparativi per creare le maschere di Carnevale e si pensa già alla festa di fine anno nel parco, il Pan di Zucchero continua a essere, per Roè Volciano, molto più di un semplice doposcuola: è una palestra di convivenza dove si impara che, per andare lontano, bisogna saper apparecchiare la tavola insieme.

Il progetto “Educare il Domani”

La povertà educativa è una diretta conseguenza della povertà economica che affligge oltre 3,5 milioni di minori in Italia. Questa condizione limita le opportunità future e contribuisce all’abbandono scolastico. Ai.Bi. si impegna a contrastare queste sfide attraverso il progetto “Educare il Domani”.
L’iniziativa mira a contrastare la povertà educativa, l’esclusione sociale e l’indigenza sostenendo i centri di aiuto alla famiglia “Pan di Zucchero”, ideati da Ai.Bi. oltre 10 anni fa per essere vicina ai bisogni di bambini, ragazzi e famiglie sul territorio.